All’Arena Italia di Numana “Porte aperte a teatro”

Sabato 21 maggio una performance di musica, danza e teatro con allievi di varie scuole internazionali a conclusione della 1ª edizione della Settimana Riea

Numana, 20 maggio 2022 – A conclusione della Settimana Riea (Red Internacional de Escuelas de Actores – Rete Interazionale di Scuole per Attori) che si svolge dal 15 maggio al 22 maggio presso Accademia56 di Ancona, sabato 21 maggio dalle ore 21.00 gli allievi delle scuole Accion Escena di Madrid, Evoè Escola de Actores di Lisbona, Accademia56 e Luna Dance Center di Ancona, Laboratorio di Arti Sceniche di Roma e Improvvisart di Lecce, si esibiranno sul palco dell’Arena Italia di Numana in Porte aperte a teatro, con performance di musica, danza e teatro. Lo spettacolo è gratuito e la serata è patrocinata dal Comune di Numana.

La Settimana Riea è un progetto internazionale ricco di incontri, workshop, viaggi, masterclass e scambi culturali rivolto agli allievi attori e agli insegnanti, italiani e stranieri, che ha come obiettivo una formazione artistica di respiro internazionale e vuole essere un’occasione di confronto per conoscere nuove metodologie e ampliare la visione del mestiere dell’attore e del suo insegnamento.

Partecipano al progetto gli italiani di Accademia56 di Ancona, il Laboratorio di Arti Sceniche di Roma diretto da Massimiliano Bruno e Improvvisart di Lecce, gli spagnoli di Accion Escena di Madrid, i portoghesi Evoè Escola de Actores di Lisbona. La Settimana Riea è promossa oltre che da Accademia56 e da Riea, anche dal Comune di Ancona e da quello di Numana, da Poliarte Accademia di Belle Arti Design (Ancona) e da Impovvisart Soc. Coop di Lecce.

Durante sette giorni Accademia56, da sempre centro di produzione teatrale e cinematografica nonché attiva nell’organizzazione di eventi culturali e artistici e di allestimenti scenografici per spettacoli, festival e manifestazioni, mette a disposizione un’aula, un ampio cortile esterno e due laboratori accreditati presso la regione Marche, di cui uno dotato di un palcoscenico attrezzato con le più moderne strumentazioni audio-luci.

Per informazioni e prenotazioni, visitare il sito: https://accademia56.it oppure telefonare allo 071.9988406 – messaggio WhatsApp: 392.7704328.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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