Giò di Tonno: attesissimo il suo workshop a Falconara

Viaggio nel mondo del “canto” e del “movimento scenico” tra didattica ed esperienza.

Falconara – Un workshop attesissimo quello con il cantante Giò Di Tonno, organizzato dalla Compagnia “Quelli che con la voce” del doppiatore  Luca Violini.

Luca Violini

Giustamente, come dice lo stesso Violini, il lavoro in voce comprende anche il canto e quindi chi, meglio di Giò Di Tonno, può illustrare e condividere le metodologie legate all’utilizzo dello strumento voce attraverso il canto, legate al movimento scenico?

Tra l’altro, tra i due artisti, oltre alla stima reciproca,  c’è anche un progetto teatrale che li vede insieme in scena e cioè lo spettacolo “The movie songs”.

Giò Di Tonno, da oltre un anno impegnatissimo in lungo e in largo in giro per l’Italia con il musical di Cocciante, “Notre Dame de Paris”, nella parte del protagonista Quasimodo, è riuscito a trovare un pomeriggio da dedicare a questo interessantissimo laboratorio che è un viaggio nel mondo del canto e del movimento scenico, tra didattica ed esperienza.

Giò Di Tonno

L’incontro, aperto a tutti, previa iscrizione,  si prefigge di toccare a 360 gradi tutti gli aspetti fondamentali del canto, dalle più semplici curiosità alla vera e propria formazione in ambito moderno, con una particolare attenzione verso il canto nel “teatro musicale” (o recitar cantando che dir si voglia…).

Gli argomenti e le materie trattate saranno molteplici:

  • respirazione
  •  emissione
  • articolazione
  • dizione
  • improvvisazione
  • presenza scenica
  • movimento scenico
  • studio del testo
  • training e rilassamento
  • interpretazione
  • tecniche microfoniche e tecniche di registrazione (live e studio)

Si tratteranno anche argomenti meno didattici legati al mondo della musica leggera e del musical (produzione spettacolo – allestimento – discografica – siae e diritto d‘autore – produzione demo – preparazione e consigli per audizioni, sia per musical che per talent show…).

Lo stage prevede una durata di circa 6 ore.

Una scena del musical Notre Dame de Paris

I partecipanti devono portare due brani a scelta (obbligatoriamente con le rispettive basi mp3 su chiavetta, e i relativi testi cartacei), di cui almeno uno in italiano; il genere può essere il più svariato, dal pop al musical ma non lirico.

E’ preferibile un abbigliamento comodo, scarpe da tennis soprattutto!

Il laboratorio si terrà mercoledì 26 luglio dalle 14 alle 20 a Falconara Marittima presso la Ma.Mo. Dance in Via Guglielmo Marconi n. 31

Per maggiori informazione e per iscriversi basta contattare Federi Maurizi al n. 320.5623974

 

redazionale

 


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi