Cagli – David Riondino e Patrizio Fariselli per due serate al Teatro Comunale

Domenica 9 e lunedì 10, alle 21.15, porteranno in scena “Piccolo Atlante delle Costellazioni Estinte” in anteprima italiana

Cagli – Un nuovo e originale spettacolo in anteprima italiana per l’appuntamento estivo al Teatro Comunale di Cagli. Due serate, domenica 9 e Lunedì 10 luglio 2017 alle 21.15, con David Riondino e Patrizio Fariselli che presenteranno al pubblico per la prima volta un nuovo progetto artistico dal titolo “Piccolo Atlante delle Costellazioni Estinte” che gli stessi artisti definiscono “Un’antologia ragionata di due esploratori caucasici”.

Cagli – David Riondino e Patrizio Fariselli saranno al teatro Comunale domenica 9 e lunedì 10 luglio

Il “Piccolo Atlante” è un viaggio “cosmico” tra musica e parole, ispirato dal disco omonimo che Fariselli ha pubblicato tempo fa con Sony Classical. Il lavoro musicale è dedicato a tutte le costellazioni “estinte”, perchè rimaste fuori dalla classificazione ufficiale fatta negli anni venti del ‘900 dall’Unione Astronomica Internazionale.

Sulla scena si intrecciano le riflessioni musicali di Patrizio Fariselli e quelle letterarie di David Riondino, una combinazione “celeste” che produce una originale e affascinante performance di musica e racconti, che ci portano verso le galassie sconosciute.

Le immagini evocate dalle costellazioni sono tra le più significative testimonianze del pensiero simbolico dell’antichità, e affondano nella notte dei tempi. Esse raccontano aspetti dell’iconografia occidentale, che vanno ben al di là di esigenze di orientamento e dell’aspetto di puro calcolo dell’astronomia arcaica. È come se, riconoscendo immagini familiari nel cosmo, fosse possibile avvicinarsi a una comprensione o quantomeno limitarne la spaventosa e splendida immensità.

Domenica 9 e Lunedì 10 luglio 2017 – Ore 21.15

Posto Unico 10.00 euro – Biglietti online: www.liveticket.it/istituzioneteatrocomunalecagli

Teatro Comunale di Cagli (Pesaro Urbino – Marche) – Piazza Papa Niccolò IV – Botteghino Tel. 0721 781431

www.teatrodicagli.it

Piccolo Atlante delle Costellazioni Estinte – Improvvisazioni per pianoforte e modulatore ad anello – Sony Classical

I brani del Piccolo Atlante delle Costellazioni Estinte indagano il carattere di figure astronomiche fantastiche, creando un percorso tra i suoni, come l’occhio traccia sentieri tra le stelle. Il ring modulator, uno dei classici dispositivi della musica elettronica, viene accostato al pianoforte ottenendo così un suon composito e inatteso. Il Piccolo Atlante delle Costellazioni Estinte si rivolge al cielo, suggestionato da alcune di quelle visioni che per un motivo o per l’altro hanno “fallito”.

Patrizio Fariselli

Patrizio Fariselli

Pianista e compositore di Cesenatico (FC) nel 1951, figlio del musicista Terzo Fariselli (prima nell’orchestra di Henghel Gualdi, poi titolare dell’Orchestra Fariselli) e fratello del sassofonista Stefano Fariselli. Inizia a suonare il pianoforte nel complesso “The Telstars”, poi entra nell’orchestra del padre, con cui si esibisce dal vivo e partecipa alle incisioni di alcuni dischi.

Studia pianoforte al Conservatorio di Pesaro con il maestro Sergio Cafaro. Nel 1972 entra nel gruppo Area qualche mese prima di incidere il primo album del gruppo “Arbeit Macht Frei”. Così inizia a suonare con musicisti come Demetrio Stratos, Victor Edouard Busnello, Giulio Capiozzo, Patrick Djivas, Paolo Tofani e Ares Tavolazzi. Nel 1977 incide un disco solista, Antropofagia, influenzato da John Cage, per piano preparato. All’inizio degli anni ottanta l’avventura degli Area si interrompe e riprende nel 1997, quando Fariselli registra “Chernobyl 7991” con Capiozzo e Paolino Dalla Porta.

A partire dagli anni ottanta Fariselli si occupa di cinema e teatro scrivendo musiche per numerosi film tra i quali: Era una notte buia e tempestosa, Benvenuti in casa Gori, Belle al bar, Ritorno a casa Gori, Ivo il tardivo. Compone anche musica per la danza. Dal 1990 al 1995 è “Il Maestro Fariselli” nel fortunato programma RAI L’Albero Azzurro. Nel 2008 ha realizzato le musiche della serie animata Taratabong su RAI 3.

A partire dal 2010 con alcuni componenti della band originale partecipa ai concerti del Reunion Tour degli Area.

David Riondino

David Riondino

Cantante, scrittore, drammaturgo, attore, regista e improvvisatore, è nato a Firenze nel 1952. Negli anni settanta Riondino inizia come cantautore e pubblica il primo album nel 1979. Tra il 1978 e il 1979 apre i concerti nella tournée di Fabrizio De André con la Premiata Forneria Marconi. Grazie al notevole talento per l’improvvisazione debutta come comico al teatro Zelig di Milano a soli 22 anni.

Come verseggiatore satirico collabora con numerose riviste di satira: Tango, Il Male, Cuore, Comix, Boxer e con il quotidiano Il manifesto. Nel 1975 scrive insieme a Lu Colombo “Maracaibo” che diventerà la colonna sonora dell’estate 1981 e un pezzo di culto della musica italiana. Negli anni ottanta inizia a lavorare nel cinema con registi quali Marco Tullio Giordana e Gabriele Salvatores.

Debutta in televisione nel 1987, collaborando con Lupo solitario, Zanzibar, Fuori orario, L’araba fenice e poi con Maurizio Costanzo Show e Quelli che il calcio. Nel 1989 debutta a teatro con “Romanzo picaresco”, cui seguono “Chiamatemi Kowalski” e “La commedia da due lire” entrambe con Paolo Rossi. Nella stagione teatrale ’93/’94 è in scena con “O patria mia” diretto da Giuseppe Bertolucci, con Sabina Guzzanti e Antonio Catania. Nel 1997 inizia il sodalizio con Dario Vergassola, con spettacoli quali “I cavalieri del Tornio – Recital per due” e “Todos Caballeros”. Nel 1995 a Sanremo presenta con Sabina Guzzanti la canzone “Troppo sole”. Debutta alla regia cinematografica nel 1997 con “Cuba libre – Velocipedi ai tropici” di cui è anche sceneggiatore.

Nel 2006 è su Radio 3 RAI con Stefano Bollani e Mirko Guerrini nella trasmissione “Il Dottor Djembè”.

Nel settembre 2015 partecipa all’iniziativa della rivista Musica Jazz in ricordo di Sergio Endrigo per il decennale della scomparsa.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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