Loreto – Valentino Lorenzetti presenta Pagine profumate di nostalgia

Oggi, sabato, alle 17.30 presso il Teatro comunale un appuntamento da non perdere con la musica e le emozioni di una vita da… medico

Loreto – Oggi, sabato, alle 17.30 presso il Teatro comunale è di scena la presentazione del libro: Pagine profumate di nostalgia, di Valentino Lorenzetti; medico molto conosciuto nel triangolo Castelfidardo, Loreto, Osimo. L’evento è organizzato dall’assessorato alla Cultura e dalla Pro loco in collaborazione con la Fondazione Ferretti.

1, il dottor Valentino Lorenzetti; 2, la sua precedente pubblicazione Uno sguardo verso il mare; 3, Lorenzetti con l'inseparabile fisarmonica
1, il dottor Valentino Lorenzetti; 2, la sua precedente pubblicazione Uno sguardo verso il mare; 3, Lorenzetti con l’inseparabile fisarmonica

Condurrà la presentazione Eugenio Paoloni, coadiuvato dalle voci narranti di Davide Bugari, Marco Tombolini e Stefano Rossetti, che accompagneranno gli spettatori all’interno del racconto con filmati, fotografie ed aneddoti. In sottofondo, melodie e virtuosismi eseguite alla fisarmonica dallo stesso Lorenzetti.

Il libro narra le vicende vissute dall’autore in giro per le strade del mondo; degli incontri di tanti personaggi e del suo amore per la musica, la fisarmonica e per quel lavoro di chirurgo svolto negli ospedali di Loreto e Osimo.

Valentino Lorenzetti nasce a Castelfidardo nel 1949, sin da giovanissimo la sua passione principale è la musica, ed essendo nato nella patria della fisarmonica questo amore lo esprime attraverso questo particolarissimo strumento. Che lo ha portato ad esibirsi in qualsiasi angolo del mondo. Una passione che non gli ha impedito di conseguire la laurea in medicina e chirurgia presso l’università di Bologna.

Dopo aver esercitato per molti anni presso l’ospedale Santa casa di Loreto, oggi ricopre il ruolo di responsabile della chirurgia nel nosocomio Ss.Benvenuto e Rocco di Osimo. Valentino Lorenzetti è alla sua seconda esperienza letteraria, nella precedente: Uno sguardo verso il mare, ripercorre alcune tappe significative della propria esistenza, con al centro sempre la fisarmonica che ad un certo punto gli fa mettere in discussione persino la laurea, tanto è forte la volontà di seguire il sogno dell’artista.


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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