Madre Lengua, domani gran finale con “I Gira…Soli”

Venerdì 23 marzo all’Astra si decretano i vincitori e si esibisce fuori concorso la compagnia locale in: “Cul diavolu della bonanima”.

Castelfidardo – Ultimo atto di Madre Lengua, la rassegna di teatro dialettale amatoriale che anche quest’anno ha allietato serate ed umore di tanti spettatori. Come consuetudine, il copione del gran finale in scena al teatro Astra venerdì 23 alle ore 21.00 (i biglietti residui a 5 euro in vendita alla Pro Loco), prevede l’esibizione fuori concorso della compagnia organizzatrice – I Gira… Soli – e la proclamazione dei vincitori di questa settima edizione.

La speciale giuria composta da Luca Pesaro, Aldo Belmonti, Lorena Marzioni, Silvana Bisogni e Beniamino Bugiolacchi, esprimerà le proprie preferenze in termini di miglior attore, attrice, caratterista, sceneggiatura e assegnerà lo speciale riconoscimento “Madre Lengua” a chi meglio ha rappresentato l’identità del proprio territorio e vernacolo; verrà inoltre ufficializzato il voto di gradimento manifestato dal pubblico.

Castelfidardo – La compagnia de I Gira… Soli chiuderà l’edizione 2018 di Madre Lengua, rassegna del teatro dialettale

A contendersi i premi, i quattro gruppi che si sono alternati sul palco dell’Astra: Elianto di Lapedona (Na vita tribbulata), J’amici de Candia (Mandamoce a lù), Il Sipario di Jesi (Chi non fa… non falla) e Lucaroni di Mogliano (Tutta colpa de lu…vusciu de l’ozono).

A chiudere la parata di situazioni spassose e paradossali, i padroni di casa de “I Gira…soli” con l’ultimo progetto di Stefano Pesaresi e Roberto Perini “Cul diavolu della bonanima”. La storia è inserita in un ambiente familiare bizzarro in quanto nella casa è ospite anche il fantasma della prima moglie del capofamiglia, prodiga di “dispetti” per tutti ma soprattutto per il marito.

La seconda moglie è molto spaventata non solo dal fantasma, ma anche dalla massaggiatrice cui il marito rivolge le sue attenzioni. Al quadro familiare vanno aggiunti due figli dalle idee moderne, una nonna molto religiosa e il nonno ipocondriaco, amici bislacchi che portano in casa delle “strane” persone per cacciare lo spirito e uno zio un po’ tonto e sempliciotto ma che è l’unico che vede e parla con “la spirita indiavolata”.

Interpreti: Giordana Lanari, Stefano Pesaresi, Fabio Strappato, Maria Rita Cesaretti, Christian Staffolani, Barbara Cesaretti, Luciano Palanga, Brunella Borbotti, Lara Pesaresi, Roberto Perini, Barbara Fani, Franco Nobili, Fausto Massaccesi.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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