“L’Italia chiamò”, bando audizione per attori/attrici

Prima audizione: sabato 20 luglio dalle ore 10 alle 16 presso il Teatro Astra

Castelfidardo, 4 luglio 2019 – In previsione della messa in scena dello spettacolo dal titolo provvisorio “L’Italia chiamò”, progetto sulla battaglia di Castelfidardo di cui è promotore il Comune di Castelfidardo con il contributo della Regione Marche, la produzione esecutiva di Guasco srl e la collaborazione di Tracce di 800 e Pro Loco, è attivo il seguente bando di audizione per attori e attrici con esperienza teatrale, preferibilmente residenti o domiciliati nelle Marche. La drammaturgia e regia è affidata a Victor Carlo Vitale; collaboratrice ai testi e aiuto regia Patrizia Gabbanelli.

SI CERCANO
2/3 ATTRICI con provata esperienza teatrale, che abbiano predisposizione al movimento e al canto. Età scenica compresa tra i 25/50 anni
2 ATTORI con provata esperienza teatrale, che abbiano predisposizione al movimento e al canto. Età compresa tra i 25/40 anni.

MODALITA’ PRIMA SELEZIONE
inviare curriculum e breve presentazione (anche self tape) a: labattagliadicastelfidardo@gmail.com

AUDIZIONE
Sabato 20 luglio dalle ore 10.00 alle 16.00
Eventuale CALL BACK la domenica dalle ore 10.00 alle 15.00
Le audizioni si terranno presso il cinema teatro Astra di Castelfidardo

PER L’AUDIZIONE
– Si chiede di portare un brano a memoria, brillante o drammatico (durata massima 1 minuto)
– Una foto figura intera e una di primo piano (anche se su supporto usb)
– Curriculum vitae/professionale (anche se su supporto usb/inviato via mail)
– Si chiede disponibilità per il giorno del provino 20 luglio (in quella sede verrà richiesta disponibilità per il call back e verrà dato al/alla candidata un breve brano per il giorno dopo.).
Eventuale call back per il giorno 21 luglio per provino su parte.

SPETTACOLO E DISPONIBILITA’
Lo spettacolo andrà in scena alla fine di ottobre, le date verranno comunicate in sede contrattuale.
– Si chiede piena disponibilità prove: dal 1 ottobre, tutti i giorni, in orari da comunicare come da programma prove e odg (in sede contratturale).
– Si chiede disponibilità fino a fine novembre 2019 per date di tournée.
– Opzione per estate 2020
Info: labatagliadicastelfidardo@gmail.com
Chi non ha i requisiti e/o la disponibilità richiesti, astenersi dal mandare materiale.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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