La scuola dell’infanzia Il Gabbiano è perfettamente a norma

Lo hanno certificato l’Asur Marche e l’Arpam

Sirolo, 20 aprile 2021 – Finalmente è giunta la valutazione dell’Asur Marche e dell’Arpam in merito ai monitoraggi effettuati ad agosto e novembre 2020 presso la scuola dell’infanzia “Il Gabbiano” di Sirolo, per la ricerca di sostanze organiche volatili. I due enti, nella nota inviata al Sindaco di Sirolo, hanno stabilito che: “è plausibile sostenere che non vi siano problematiche tossicologiche a seguito delle esposizioni inalatorie acute e croniche tali da richiedere particolare attenzione dal punto di vista sanitario”.

La vicenda risale al febbraio 2019 quando un genitore, giustamente preoccupato per la persistenza di odori sgradevoli nelle aule di quella scuola, aveva denunciato la cosa.

Sirolo – La nuova scuola dell’infanzia Il Gabbiano

L’iter dei controlli

A seguito di una prima verifica giornaliera effettuata dall’Arpam, erano state evidenziate alcune sostanze volatili. Nel settembre 2019, dopo l’insediamento della nuova Amministrazione Moschella avvenuta nel maggio dello stesso anno, era stata effettuata una seconda misurazione giornaliera su richiesta dell’ente pubblico, grazie alla quale è stata segnalata la presenza di formaldeide in uno solo dei tre principali grandi ambienti scolastici.

Il 17 ottobre 2019, a seguito delle indicazioni dell’Asur, il sindaco Moschella aveva immediatamente vietato l’utilizzo della scuola, facendo spostare tutti i bambini e le attività didattiche nella precedente sede di Via Giulietti.

A seguito dell’esposto di alcuni genitori, la Procura della Repubblica aveva sequestrato la scuola per quasi 7 mesi, dall’ottobre 2019 al maggio 2020 effettuando, per la prima volta, le misurazioni con la nuova metodologia settimanale.

Nonostante il risultato positivo, il Comune aveva richiesto autonomamente altri tre monitoraggi con la nuova metodologia, uno in ogni stagione, per sfruttare le diverse condizioni climatiche, variando le condizioni di esercizio (aerazione forzata e riscaldamento).

Sirolo – Il sindaco, Filippo Moschella

Tutti i quattro monitoraggi settimanali sono terminati con esiti ampiamente negativi. «Quindi – afferma il sindaco Filippo Moschella – oggi siamo certi che i bambini che hanno frequentato la scuola nel 2018 e 2019 hanno vissuto in un ambiente salubre, pur in presenza di un odore sgradevole e pungente. Adesso – termina Moschella – abbiamo a disposizione una delle scuole più controllate d’Italia, con una struttura nuova in legno, moderna e antisismica, e con un sistema di aerazione che ricambia e filtra costantemente l’aria, bloccando le particelle dannose per la salute. Anche se la scuola è stata chiusa, il Comune ha continuato a implementare la struttura con tende da sole esterne e dei grandi vasi a misura di bambino, per allestire un orto».

Dopo aver preservato l’integrità dei luoghi per eventuali responsabilità individuate con le misurazioni, l’Ufficio Tecnico comunale effettuerà le valutazioni di competenza. L’odore sgradevole denunciato a suo tempo a Il Gabbiano è diminuito ma non scomparso del tutto, ma almeno è stato certificato che non esistono “problematiche tossicologiche”. Resta da capire se la scuola potrà tornare ad essere frequentata con regolarità e in sicurezza a partire dal prossimo anno scolastico.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi