La scuola Leopardi del comprensivo Trillini alla Giostra degli Studenti

Iniziativa curata dall’Auser sul tema della diversità

Osimo – Anche quest’anno la Scuola Secondaria Leopardi dell’Istituto Comprensivo F.lli Trillini ha raccolto l’invito di Auser a partecipare alla Giostra degli Studenti, confrontandosi sul tema della diversità.

Sono state quattro le classi partecipanti: 1C, 1D, 1E, 2D grazie al coordinamento delle professoresse Caterina Di Benedetto, Chiara Perin e Argentina Severini. Le classi si sono sfidate a febbraio nella gara di giochi da tavolo grazie alla collaborazione della Torre Nera; a marzo nella la gara di lettura sul libro Federico il pazzo  curata dalla biblioteca comunale; ad aprile nella gara di poesia attraverso la modalità del poetry slam con giuria popolare.

La gara di poesia è stata arricchita anche dalla presenza dei giovani rapper i Senza testa crew, i quali hanno scritto ad hoc per i ragazzi un brano sul tema della diversità, suggerendo anche l’importanza della poesia per tutte le forme di arte, in particolare la musica, che nasce dentro la metrica tradizionale per poi essere trasformata con i nuovi linguaggi.

La dirigente scolastica, le professoresse, i ragazzi e le famiglie ringraziano infinitamente Auser per aver permesso anche quest’anno la realizzazione di tale iniziativa che riesce sempre a coinvolgere i ragazzi attraverso modalità nuove con le quali  i ragazzi possono esprimere creatività, intelligenza, sensibilità, partecipazione e voglia di stare insieme.

 

di Donato Andreucci

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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