La scuola Leopardi del comprensivo Trillini alla Giostra degli Studenti

Iniziativa curata dall’Auser sul tema della diversità

Osimo – Anche quest’anno la Scuola Secondaria Leopardi dell’Istituto Comprensivo F.lli Trillini ha raccolto l’invito di Auser a partecipare alla Giostra degli Studenti, confrontandosi sul tema della diversità.

Sono state quattro le classi partecipanti: 1C, 1D, 1E, 2D grazie al coordinamento delle professoresse Caterina Di Benedetto, Chiara Perin e Argentina Severini. Le classi si sono sfidate a febbraio nella gara di giochi da tavolo grazie alla collaborazione della Torre Nera; a marzo nella la gara di lettura sul libro Federico il pazzo  curata dalla biblioteca comunale; ad aprile nella gara di poesia attraverso la modalità del poetry slam con giuria popolare.

La gara di poesia è stata arricchita anche dalla presenza dei giovani rapper i Senza testa crew, i quali hanno scritto ad hoc per i ragazzi un brano sul tema della diversità, suggerendo anche l’importanza della poesia per tutte le forme di arte, in particolare la musica, che nasce dentro la metrica tradizionale per poi essere trasformata con i nuovi linguaggi.

La dirigente scolastica, le professoresse, i ragazzi e le famiglie ringraziano infinitamente Auser per aver permesso anche quest’anno la realizzazione di tale iniziativa che riesce sempre a coinvolgere i ragazzi attraverso modalità nuove con le quali  i ragazzi possono esprimere creatività, intelligenza, sensibilità, partecipazione e voglia di stare insieme.

 

di Donato Andreucci

 


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di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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