A otto mesi dalla chiusura Passatempo è senza scuola materna

I lavori inizieranno solo a fine maggio. Slitta la data per la realizzazione del parcheggio

Osimo – «Lunedì 29 maggio inizieranno i lavori per la messa in sicurezza della scuola dell’infanzia di Passatempo». Così martedì sera, in sede di consiglio di quartiere, il primo cittadino ha rassicurato i genitori della frazione. O meglio, ha tentato di rassicurarli. Ma non gli è andata granché bene.

Una vicenda inspiegabilmente lunga e travagliata quella che vede protagonista il plesso di via Montefanese, chiuso a sorpresa lo scorso settembre, a pochi giorni dal suono della prima campanella, per via di accorgimenti antisismici che i tecnici comunali hanno ritenuto necessari all’indomani del terremoto del 24 agosto.

Scuola materna di Passatempo, Istituto Comprensivo F.lli Trillini

Stanziati 50 mila euro allo scopo di alzare l’indice di sicurezza da 0.6 a 1, i lavori sarebbero dovuti partire a ottobre per permettere ai bambini – temporaneamente fatti migrare in un paio di aule ricavate alla bell’e meglio all’interno delle scuola primaria di via Pertini – di rientrare in classe a gennaio.

Sono passati otto mesi, nel frattempo di acqua ne è passata sotto i ponti e anche tra le mura della scuola, dove – stando alle dichiarazioni della dirigente scolastica – si è formata la muffa a causa del prolungato periodo di buio. Così, ai 50 mila euro iniziali si dovranno aggiungere quelli necessari a riparare i danni prodotti dall’incuria.

L’ordinanza comunale di trasferimento temporaneo degli alunni affissa da settembre 2016 sul cancello d’ingresso della scuola

Altra questione spinosa riguarda la realizzazione di un parcheggio nelle retrovie della scuola, il cui ingresso affaccia sulla trafficata via Montefanese.

Un progetto rimpallato per anni dalle varie amministrazioni e diventato finalmente realtà – almeno sulla carta – lo scorso novembre in sede di consiglio comunale, quando era stato approvato lo stanziamento di 150mila euro per quindici posti auto.

Ma ancora una volta le parole hanno fatto a gara – vincendo a mani basse – con i fatti. Se i cittadini speravano di vedere il parcheggio a settembre, il sindaco ieri ha spiegato che le probabilità che ciò accada sono pressoché nulle.

Prima della costruzione, infatti, si dovrà attendere la pubblicazione dell’approvazione del progetto – fissata per il prossimo lunedì – sull’albo pretorio, far trascorrere sessanta giorni per eventuali osservazioni presentate dai cittadini, e poi attendere ancora qualche giorno per le controdeduzioni da parte del Comune.

Solo allora potrà essere pubblicato il bando per la gara di appalto e, successivamente, programmare l’inizio dei lavori.

Il sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni. non ha convinto i genitori degli alunni della scuola dell’infanzia di Passatempo

Nell’attesa si completi questo iter burocratico, non potrà essere ricavato neppure un semplice camminatoio in grado di collegare l’area che dà le spalle alla scuola con l’ingresso principale, perché un lembo del terreno agricolo acquistato dal Comune per la realizzazione del progetto non rispetta la conformità urbanistica.

«Ci siamo stancati di false promesse – hanno tuonato i genitori riuniti in comitato – Servono idee chiare e progetti a lungo termine per una frazione che sta crescendo a dismisura. La scuola non era in sicurezza e nessuno ci ha avvertiti – hanno denunciato – sono trascorsi otto mesi, ma nessun tecnico ha effettuato un sopralluogo per verificare lo stato degli interni. Pretendiamo che questo venga per lo meno effettuato prima del 29 maggio. Vogliamo conoscere l’entità dei danni!»

Qualsiasi intervento migliorativo ad un edificio datato e su due piani – condizione, quest’ultima, poco adeguata a bambini di tre anni – si rivelerebbe in ogni caso, secondo le famiglie, una soluzione solo temporanea. L’ennesimo, inutile rattoppo.

La richiesta avanzata è quindi quella di elaborare un progetto per la realizzazione di un nuovo plesso. Al momento i soldi nelle casse del Comune non ci sono, ma i genitori della frazione non demordono: «Continueremo a soffiare sul collo dell’Amministrazione. La scuola non è un regalo ma un diritto. Chi governa ha l’obbligo di assicurarci una scuola degna di questo nome».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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