Scuole Ancona, Il sindaco Mancinelli: “scuole riaperte il 14 settembre”

Dal 7 settembre al via i Nidi. Gli interventi e le soluzioni per l'avvio del nuovo anno scolastico adottati per via del Covid in tutte le scuole

Ancona, 28 agosto 2020 – Ventiquattro interventi edili e impiantistici sulle strutture scolastiche, numerose opere di adeguamento di ingressi e uscite oltre a parchi e giardini, nuovi arredi e banchi, mense e nidi regolari.

La Giunta comunale dorica questa mattina ha fatto il punto sul nuovo anno scolastico, sulla questione dell’adeguamento degli istituti scolastici alle misure anti-Covid alla luce delle ultime indicazioni fornite dal Governo e dal Ministero della Pubblica Istruzione, trasporti arredi.

Il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli

«I Comuni debbono insieme agli istituti scolastici reperire spazi, garantire trasporti e mense – esordisce il sindaco Valeria Mancinelli – Ad Ancona insieme ai Dirigenti scolastici abbiamo svolto un lavoro sinergico che porterà scuole materne, elementari e medie alla regolare apertura del 14 settembre. Tutti le cinquantaquattro scuole di Ancona di competenza comunale avranno gli spazi sufficienti per il distanziamento».

Spazi

Per alcuni edifici è stato sufficiente la rimodulazione degli spazi o degli arredi, per altri è stato necessario un intervento edile. In tutto sono ventiquattro i luoghi scolastici interessati in questi giorni dalle opere che saranno terminate entro l’11 settembre.  Ecco gli ambienti  dove si sta intervenendo:

Istituti Comprensivi “Ancona Nord”, “Cittadella Margherita Hack”, “Pinocchio Aspio Montesicuro”; scuole: Infanzia XXV Aprile, Verne in Via Tiziano, Tombari in Via dell’Artigianato, Don Milani in Via Metauro, Collodi in Via Della Montagnola, Faiani in Via Oberdan, E. Fermi in Via Metauro, Donatello in Via Tiziano.

Le scuole medie Volta a Collemarino

Istituti Comprensivi ‘Posatora Piano Archi’ e ‘Novelli Natalucci’; scuole: Aporti – Via Fornaci Comunali, Elia – Via Sebenico, Gramsci – Via Brodolini, Pascoli – Via Cadore, Podesti – Via Urbino, Anna Frank – Via Brodolini.

Istituti Comprensivi ‘Scocchera’, ‘Grazie Tavernelle’, ‘Quartieri Nuovi’; scuole: Montessori – Via Podgora, Anna Freud – Via Pola, Acquario – Via Della Ferrovia, Ginestra – Via Flavia, Conero – Via Tagliamento, Rodari – Via Brecce Bianche, Gabbianella, Marconi – Via Verga, Maggini – Via Benedetto Croce, Buonarroti – Via Lanzi.

La mensa

Sarà garantita in tutte le scuole a tempo pieno, con modalità in parte tradizionale ed in parte con box lunch, partirà qualche giorno dopo la riapertura o con la riapertura dopo le elezioni del 21 settembre. La  data precisa sarà resa nota nei prossimi giorni.

Gli asili nido

Asilo Nido Montedago (foto di repertorio)

Riapriranno tutti il 7 settembre e con gli stessi posti, orari e servizio offerto già negli anni precedenti. Inserimento immediato di tutti i bimbi che già li frequentavano e con inserimento scaglionato nei giorni successivi per i “nuovi”, cioè quelli che richiedono il cosiddetto “inserimento” che avviene con iniziale necessaria presenza dei genitori.

Arredi nelle scuole

Stanno provvedendo i singoli istituti e la Protezione civile nazionale. Il Comune ha comunque completato la fornitura di quella parte per cui le scuole avevano fatto richiesta all’Amministrazione.

Scuolabus

«È ancora oggi un punto critico – prosegue il sindaco di Ancona – perché non abbiamo ancora le direttive certe sul riempimento dei mezzi. Stante il fatto che comunque serviranno mezzi in più, noi abbiamo già iniziato ad attivarci per noleggiare ulteriori mezzi di trasporto e ciò in collaborazione con Conerobus o con altri soggetti se ce ne fosse bisogno».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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