Scuola Marche, caos a 18 giorni dall’inizio dell’anno scolastico

Gli interventi sul tema di tre candidati alle regionali. Battistoni (FI): "Nelle Marche regna il caos. La scuola resta a piedi"; Pancioni (M5S): “Realizzabili a costi modesti molti piccoli interventi per migliorare la qualità della vita a scuola”; Carloni (PD): “Il Covid ci ha fatto capire l’importanza del volontariato

Ancona, 27 agosto 2020 – Mancano poco meno di tre settimane all’inizio dell’anno scolastico nelle Marche e ancora non è chiaro a nessuno se, quando e come partirà. Sul tema intervengono tre dei principali partiti e candidati alle prossime regionali, ognuno con visioni diametralmente opposte. Tentiamo una sintesi estremamente difficile e delicata.

Battistoni (FI): «Quasi due settimane all’inizio (presunto) dell’anno scolastico e il governo non è ancora in grado di dirci se e come potranno andare a scuola in sicurezza i nostri figli. Nelle Marche poi, c’è anche più confusione. Al confronto di ieri fra Stato e Regioni, che per adesso non hanno raggiunto un accordo, hanno partecipato due assessori della Giunta Ceriscioli, il quale, una volta ragguagliato sull’andamento negativo dell’incontro, ha addirittura sostenuto che i ragazzi dovessero indossare la mascherina sempre, sia quando sono sugli autobus, sia quando sono in classe».

Francesco Battistoni, senatore di Forza Italia

Pancioni (M5S), nel suo intervento fa una lunga disquisizione sull’offerta formativa della Regione Marche nei confronti degli istituti professionali per lei da sviluppare, mentre: «Per  quanto riguarda le scuole della nostra regione voglio per un attimo mettere da parte le grandi problematiche che da tempo sono all’attenzione di tutti, e al centro di infinite polemiche, spesso pretestuose: le classi pollaio, le  scuole sicure, la necessità di nuovi  banchi con o senza rotelle. Da insegnante, ma anche solo da persona pragmatica e di buon senso, so che ci sono – e sono realizzabili con costi relativamente modesti- molti piccoli interventi in grado di migliorare la qualità della vita quotidiana a scuola».

Stefania Pancioni (M5S)

Carloni e Mastrovincenzo (PD): «Mancano meno di tre settimane all’inizio dell’anno scolastico ed il principale pericolo che affligge le famiglie è il rischio di un repertino dietrofront dopo pochi giorni dalla prima campanella. Per evitare questo rischio – dice Manuela Carloni – è necessario far dialogare le istituzioni scolastiche, il mondo del volontariato ed il terzo settore, per poter raggiungere le famiglie fornendo loro gli strumenti di supporto per la ripresa dell’anno scolastico». Le fa eco Antonio Mastrovincenzo: «È dal dialogo fra istituzioni e cittadini che nascono idee e soluzioni. Per questo il Consiglio regionale ha approvato recentemente una proposta di legge da me presentata sul tema della partecipazione».

a sx: Antonio Mastrovincenzo; a dx: Manuela Carloni (PD) 

Riprendendo il suo intervento iniziale, rispetto alla dichiarazione di Ceriscioli, Francesco Battistoni conclude: «Spero che questa non sia la linea di tutto il suo partito, perché vorrebbe dire che il centro sinistra vuole esporre i nostri ragazzi ad una vita scolastica e non solo, davvero complicata, ma per adesso, non ci sono state smentite.
Nel frattempo attendiamo di sapere, con certezza, cosa sarà del trasporto pubblico locale, delle classi, e degli studenti
».

La conclusione della Carloni termina con un appello ai cittadini: «Siamo qui oggi per chiedere di continuare la bella collaborazione avviata con il governo di centro sinistra delle Marche che ci ha permesso di realizzare un bando, Riesco Marche, che vede tutte le reti insieme con cui stiamo affrontando le conseguenze del Covid e del post Covid per continuare a garantire ai cittadini di questa regione un governo sensibile e attento ai bisogni della propria comunità».

Insomma, da parte dei suddetti candidati alla Regione Marche sul tema scuola tante critiche, parole a ruota libera, promesse ed indirizzi a supporto della loro campagna elettorale, ma nessuno che sia in grado di dirci con precisione quando e come inizieranno le scuole nelle Marche. Se tutti gli studenti avranno o meno il loro banco, le loro mascherine, i loro insegnanti per garantire le lezioni in tempo utile.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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