M5S: “24 milioni di euro per le scuole marchigiane”

Disponibili da oggi 855 milioni per l’edilizia scolastica in Italia. La ripartizione dei fondi nelle cinque province delle Marche

Roma, 7 ottobre 2020 – Da oggi sono disponibili i fondi per l’edilizia scolastica per finanziare interventi di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico delle scuole superiori. 855 milioni di euro da assegnare alle province e città metropolitane italiane. 24 milioni per le scuole marchigiane.

Ma da dove vengono questi soldi? Di che fondi parliamo? Ce lo dicono i parlamentari marchigiani del Movimento 5 stelle Roberto Rossini, Paolo Giuliodori, Martina Parisse, Patrizia Terzoni, Mirella Emiliozzi, Rossella Accoto, Mauro Coltorti, Maurizio Cattoi, Giorgio Fede, Sergio Romagnoli, Donatella Agostinelli e Roberto Cataldi. «In legge di Bilancio 2019 – spiegano i parlamentari M5S – avevamo previsto delle risorse per l’edilizia scolastica. 855 milioni di euro per la manutenzione straordinaria e l’efficientamento energetico delle scuole. Ieri dal MEF è arrivata la controfirma sul decreto attuativo MIUR che sblocca il finanziamento. Da oggi, quindi, gli Enti Locali stanno ricevendo la comunicazione con gli importi disponibili per gli interventi. Alle Marche spettano 24 milioni, suddivisi nelle 5 province».

Il Gruppo Marche dei parlamentari del Movimento 5 Stelle

Adesso, spetta agli Enti Locali beneficiari presentare al Ministero dell’Istruzione gli elenchi degli interventi da finanziare entro il prossimo 17 novembre.

«Ecco un altro tassello importante che testimonia la grande sensibilità del Movimento 5 stelle e del nostro governo per la scuola e la sicurezza dei nostri studenti – concludono i parlamentari – Dopo anni e anni di tagli, di governi che non hanno mai dimostrato grande attenzione nei confronti di studenti e insegnanti, finalmente stiamo rimettendo la scuola al primo posto. La scuola rappresenta il futuro del nostro Paese, i nostri ragazzi sono il nostro futuro e abbiamo il dovere di aiutarli, di dar loro tutto il nostro sostegno. La scuola è e sarà sempre una delle nostre priorità».

La suddivisione per provincia dei fondi per le Marche:

  • Ancona 7.727.945,00
  • Ascoli Piceno 3.398.040,00
  • Fermo 2.460.330,00
  • Macerata 5.401.174,00
  • Pesaro e Urbino 5.369.134,00

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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