Offagna – Astea Energia dona un banco per bambini diversamente abili

Consegnato alla scuola elementare Caio Giulio Cesare

Offagna (AN) – Consegnato il banco Ergo All Mobility per bambini diversamente abili donato da Astea Energia alla Scuola elementare di Offagna dell’Istituto comprensivo Caio Giulio Cesare.

Soddisfazione è stata espressa dalla fiduciaria professoressa Francesca Meschini e dal sindaco Ezio Capitani insieme al vicesindaco e assessore alla Pubblica istruzione Tiziana Socci che vedono nell’azienda energetica locale un partner con cui sviluppare attività educative mirate all’ampliamento dell’offerta formativa ed allo sviluppo della consapevolezza energetica dei ragazzi sin dai primi anni scolastici.

Offagna – da destra: Ezio Capitani, Luciano Castiglione, prof.ssa Gemma Polverini; Tiziana Socci; la fiduciaria prof.ssa Francesca Meschini; prof.ssa Barbara Vilone. In primo piano il banco per bambini diversamente abili

L’attenzione di Astea Energia verso l’educazione al consumo energetico responsabile e verso lo sviluppo dell’uso delle fonti rinnovabili ha come primi destinatari i bambini di oggi, gli uomini e le donne di un domani ormai prossimo.

«Il nostro obiettivo – dice Luciano Castiglione, direttore generale di Astea Energia – è quello di rispondere alle esigenze del territorio sviluppando collaborazioni mirate. Supportare la rinascita di Offagna è tra le nostre priorità. Ogni azienda, ed Astea Energia prima di altre, ha ragion d’essere se riesce ad essere di supporto ai cittadini, se contribuisce allo sviluppo del territorio non solo e non tanto in termini economici, quanto più nel realizzare e diffondere conoscenza soprattutto supportando le giovani generazioni».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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