L’Einstein-Nebbia di Loreto protagonista dell’Erasmus+

Si è svolto a Numana l’evento clou Masterskills Circus

Loreto, 31 maggio 2022 – Il programma europeo Erasmus+ conquista le giovani generazioni delle Marche e sbarca con Masterskills Circus in uno dei luoghi più suggestivi d’Italia: il Porto turistico di Numana.

Masterskills Circus, manifestazione organizzata dall’IIS Einstein-Nebbia di Loreto che vanta una ventennale progettazione Erasmus, in collaborazione con il Comune di Numana è stato un impattante evento celebrativo e divulgativo dei progetti e delle attività promosse dall’istituto lauretano che coinvolge numerosi studenti, pronti a immergersi in esperienze formative in Europa e nel mondo.

Protagonisti della serata sono state proprio le studentesse e gli studenti dell’Istituto che hanno lavorato sinergicamente tra gli indirizzi di studi erogati dall’Einstein-Nebbia: Professionale Alberghiero con i settori di enogastronomia, Servizi di Sala e Bar, Accoglienza e Tecnico economico per il Turismo. Gli studenti hanno avuto occasione di mettere in luce le skills acquisite grazie alle esperienze formative Erasmus.

Tra le autorità hanno partecipato al Gran Galà Erasmus+ Marco Ugo Filisetti, direttore dell’Ufficio scolastico regionale delle Marche, l’onorevole Alessia Morani, Gianna Prapotnich dell’Usr Marche – Gruppo Progetti Nazionali, Gianluigi Tombolini, sindaco di Numana. A fare gli onori di casa il dirigente scolastico Francesco Lucantoni. Nel corso della serata sono stati illustrati programmi, modalità di partecipazione e alcune nuove mobilità extraeuropee, in Thailandia, Emirati Arabi, Maldive, Stati Uniti, previste dalla incessante progettazione Erasmus dell’Istituto lauretano, coordinata dalla referente docente Raffaella Lodovici.

Marco Ugo Filisetti al galà Erasmus + 

«L’offerta formativa del sistema scolastico regionale – ha spiegato Marco Ugo Filisetti – è traguardata all’inserimento di figure professionali all’interno del contesto marchigiano, e questo può essere facilitato anche dall’acquisizione di competenze che si possono ottenere da esperienze uniche e inclusive come quelle che l’Erasmus offre, in contesti e realtà altamente professionalizzanti all’estero».

Gianna Prapotnich ha sottolineato la centralità degli studenti: «mettere al centro i talenti, i valori, le speranze e i sogni dei ragazzi e anche aiutarli ad esprimere loro stessi è il nostro compito fondamentale e prioritario».

Viva la soddisfazione espressa dal dirigente Francesco Lucantoni, che nel corso della serata ha evidenziato come «la progettazione Erasmus, che ha una tradizione ventennale nella nostra scuola, dà occasioni fondamentali per creare nuovi cittadini del mondo con competenze linguistiche, digitali, ma anche spirito d’imprenditorialità e creatività».

da sx, Il sindaco di Numana Gianluigi Tombolini e il dirigente scolastico Francesco Lucantoni

L’evento ha rappresentato una buona prassi di dialogo e di azione sinergica tra scuola e territorio, come ha spiegato Gianluigi Tombolini, sindaco di Numana: «la progettualità della scuola crea legami forti con il territorio, crea una fitta rete che origina un’offerta formativa significativa dando agli studenti un profilo spendibile sul territorio ma anche a livello mondiale».

Importanti partner come la cooperativa sociale MicaMole, Frolla e l’associazione Cibo Libera Tutti hanno arricchito la serata con degli stand sul molo con aperitivo di benvenuto offerto agli ospiti. L’evento ha visto l’alternarsi di momenti comici grazie agli interventi di Lucia Fraboni, esibizioni di canto e danza degli studenti dell’istituto e momenti di esibizione dei professionisti del circo Takimiri, che ha ospitato sotto il suo tendone l’evento.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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