La situazione degli edifici scolastici a Loreto

Il Comitato dei genitori Scuole Sicure denuncia: “L’immobilità dell’Amministrazione comunale”

Loreto, 15 maggio – I genitori degli alunni che le frequentano, componenti il comitato Scuole Sicure, si dicono preoccupati della situazione in cui versano i plessi scolastici in città. In ballo c’è la sicurezza degli edifici, soprattutto dopo gli eventi sismici che hanno caratterizzato l’area del centro-sud delle Marche negli ultimi due anni.
Il comitato ha inviato al giornale un comunicato che pubblichiamo integralmente di seguito.

Alla luce degli eventi sismici che hanno interessato la nostra regione, il comitato dei genitori Scuole Sicure ha avviato, da più di un anno, le procedure per l’acquisizione degli atti, presso gli organi competenti, al fine di delineare un quadro della situazione il più possibile chiaro a beneficio dell’intera collettività. Dall’attenta lettura degli stessi si evince, purtroppo, lo stato di inadeguatezza in termini di sicurezza degli edifici scolastici.

L’edificio ospitante le scuole Marconi risulta essere non idoneo a livello infrastrutturale a seguito del sopralluogo dei VV.FF. del 2009 al termine del quale venivano descritte le opere di messa in sicurezza da effettuare. Opere che di fatto non venivano realizzate dall’Amministrazione comunale, che si limitava ad una semplice opera di manutenzione ordinaria e non strutturale come invece raccomandato.

Le scuole venivano successivamente ricollocate nei seminterrati delle Scuole Lotto, andando incontro ad ulteriori problematiche inerenti le uscite di emergenza in caso di rapida evacuazione. Nello specifico, mancava la seconda uscita di emergenza, così come previsto dal progetto approvato dai vigili del fuoco che deve essere realizzato in toto.

L’Amministrazione dichiarava che questa uscita non fosse necessaria ma veniva realizzata solo per soddisfare la volontà dei genitori che la richiedevano nonostante non fosse così.

Ultimo punto, ma non meno grave, è l’assoluta mancanza di SCIA (segnalazione certificata inizio attività) di ogni edificio scolastico del Comune di Loreto che, ad oggi, è in possesso solo dell’approvazione dei progetti di realizzazione da parte del comando provinciale dei VV.FF, ai quali non ha fatto seguire alcuna opera di realizzazione o, comunque, non sono state terminate come la legge invece prevede.

A questo scenario demoralizzante si aggiunge la reticenza dell’Amministrazione comunale ad affrontare in maniera risolutiva le problematiche sopra descritte. Amministrazione comunale che, oltretutto, ha spesso ostacolato i genitori del comitato sicurezza nella loro opera di acquisizione degli atti”.

 

Segue firma comitato Scuole Sicure Loreto

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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