Integrazione quota mensa scolastica anno 2016/2017

Il rimborso riguarda gli studenti residenti a Loreto che hanno frequentato le scuole nei Comuni di Porto Recanati, Castelfidardo e Recanati

Loreto – Con deliberazione di Giunta, l’Amministrazione ha stabilito anche per l’anno scolastico 2016/2017 di garantire per parità di trattamento alle famiglie residenti nel territorio del Comune, e precisamente nelle zone di confine con i Comuni di Porto Recanati, Castelfidardo e Recanati i cui figli frequentano le scuole insistenti nei citati Comuni, le stesse modalità di fruizione del servizio di mensa scolastica assicurate agli alunni residenti nei Comuni limitrofi.

Il beneficio sta nel rimborso della differenza tra quanto pagato dagli studenti residenti di un Comune e la maggiorazione applicata ai non residenti

I requisiti per fruire del beneficio sono:

– residenza nel Comune di Loreto e precisamente nelle zone di confine con Porto Recanati, Castelfidardo, Recanati

– iscrizione e frequenza a scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado statali, con sede nei tre Comuni sopracitati.

– essere in regola con i pagamenti del servizio mensa nell’anno 2016/2017

– presentazione della domanda entro il 6 aprile 2018

La domanda per accedere al beneficio, e i documenti da allegare, sono scaricabili dal sito ufficiale del Comune: www.comune.loreto.an.it

Per info: tel. 071 7505630 – ufficio Pubblica istruzione, dott.ssa Simona Pallavicini

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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