Il Comprensivo Solari consegna 19 iPad ai propri studenti

Un sostegno necessario a garantire la didattica a distanza via rete

Loreto, 16 aprile 2020 – Nonostante l’emergenza Covid-19, con gli studenti relegati in casa dalle disposizioni volte al contenimento della diffusione del virus, le lezioni non si sono mai interrotte. Le scuole e gli insegnanti si sono organizzati, così come gli studenti, per proseguire la didattica a distanza utilizzando la rete internet e i computer.

Un nuovo modo di fare lezione che a qualche studente ha prodotto una serie di problemi in merito all’hardware: non tutti ne hanno disponibilità e in qualche caso chi ce l’ha spesso deve cedere il computer ad un familiare che lavora in smartworking, il lavoro da casa.

Loreto – I volontari della Protezione civile hanno consegnato gli iPad al domicilio degli studenti

Un problema sentito anche a Loreto, risolto brillantemente dall’Istituto Comprensivo Solari che ha risposto alle richieste di alcuni suoi studenti. Questa mattina, l’Istituto ha reso disponibili 19 iPad destinati ad altrettanti alunni che ora potranno continuare a seguire le lezioni a distanza. A consegnare al domicilio degli studenti il materiale ci hanno pensato i volontari della Protezione civile di Loreto.

«Grazie alla sinergia che si è venuta a creare, continuiamo a sostenere la nostra Comunità per poter affrontare al meglio questo difficile periodo – il commento del sindaco Paolo Niccoletti che ha elogiato l’iniziativa – Un grazie va a tutto il Comprensivo ‘Solari’ che continua a sostenere e proseguire la didattica dei nostri ragazzi, e alla Protezione civile che instancabilmente si adopera, ad ogni livello, per i nostri cittadini».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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