Apericena con le tipicità all’Alberghiero di Loreto

Grande successo dell’iniziativa Confartigianato

Loreto – Un apericena con le migliori tipicità delle aziende locali elaborate e proposte dagli studenti dell’Istituto alberghiero di Loreto.

Un momento dell’Apericena all’Istituto alberghiero di Loreto

Una rassegna di sapori tutti nostrani e di eccellenza quella che si è svolta all’interno dei locali della scuola  e che ha rappresentato il momento conclusivo di una attività promossa da Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino in collaborazione con l’Istituto nell’ambito del progetto Orient’Arti, con l’obiettivo di avvicinare gli allievi dei corsi di cucina e sala-bar verso il mondo delle imprese artigiane del settore dell’enogastronomia.

Presenti alla esposizione dei prodotti e alla degustazione finale il Dirigente scolastico Gabriele Torquati, il Segretario della Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino Giorgio Cataldi, il Presidente del Comitato territoriale di Osimo della Confartigianato David Coppari, Andrea Rossi responsabile formazione Confartigianato.

da sinistra: Gabriele Torquati dirigente scolastico, Giorgio Cataldi Segretario della Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro Urbino, David Coppari presidente del Comitato territoriale di Osimo, Andrea Rossi responsabile formazione Confartigianato

La sinergia con le imprese si è concretizzata in incontri informativi e formativi con gli allievi, visite aziendali, la rassegna di prodotti e l’apericena finale.

Hanno partecipato all’iniziativa alcune attività artigianali di produzione di eccellenza, in particolar modo del territorio della Vallesina: la Cantina Brunori di San Paolo di Jesi; la Salumeria dell’Abbazia di Chiaravalle; il Mulino Tre Ponti di Agugliano; pasta fresca e gastronomia di Carla Vitali con sede a Santa Maria Nuova; Stefan Grueger di Ancona, cioccolataio e produttore di marmellate e confetture naturali; il Birrificio del Gomito di Agugliano.

Tre gli insegnanti che hanno coordinato l’attività: il cuoco Giacomo Santini, il responsabile sala-bar Yuri Scarponi e la professoressa Sabrina Bucci.

La Confartigianato, soddisfatta del buon esito dell’iniziativa, auspica che il progetto prosegua nel prossimo anno scolastico per costituire una rete di collaborazione stabile tra la scuola ed il mondo del lavoro.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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