Screening scolastico in modalità drive per le Cialdini

Si parte giovedì 11 febbraio alle ore 15 con la 1ª A presso il Piazzale Olimpia. Il calendario e gli orari

Castelfidardo, 10 febbraio 2021 – Sono 226 i positivi sul territorio comunale di Castelfidardo, un aumento di casi spinto dal focolaio di variante inglese sviluppatosi nei plessi Rodari e Cialdini per tracciare il quale è stato organizzato lo screening scolastico.

In attesa degli esiti è importante essere quanto mai prudenti per evitare una diffusione ulteriore.

Castelfidardo – Il sindaco Roberto Ascani

«Auspico che tutte le famiglie comprendano la delicatezza di questa fase ed evitino il più possibile momenti di socializzazione, sportiva o culturale – raccomanda il sindaco Roberto Ascani – il numero di under 14 contagiati è passato da 31 unità a 46, in prevalenza asintomatici, per cui è molto importante circoscrivere le situazioni che generano contatti e potenziale propagazione del virus. Fra i casi, ci sono anche due insegnanti ricoverate a cui rivolgo il mio più forte augurio di pronta guarigione».

Di concerto con l’Asur, sono stati programmati i tamponi molecolari di screening per tutti gli insegnanti e gli studenti della scuola primaria Cialdini con la modalità drive giovedì 11 e venerdì 12 febbraio presso il Piazzale Olimpia. Il test è una preziosa opportunità offerta con notevole sforzo organizzativo ed è fondamentale che partecipino tutti.

Allo stato attuale, rimane valido il provvedimento di sospensione delle lezioni didattiche in presenza all’Istituto Comprensivo Soprani e alla scuola paritaria Sant’Anna, mentre prosegue regolare l’attività all’I.C. Mazzini. «Per le Sant’Anna mi auguro arrivi nelle prossime ore il responso che esclude la presenza di positività legate alla variante inglese, così da poter riprendere le lezioni in presenza», il commento del Sindaco.

Modalità e calendario dello screening al Piazzale Olimpia:

gli interessati sono invitati a presentarsi in auto (un solo accompagnatore per i minorenni), muniti di adeguati dispositivi di protezione e tessera sanitaria del soggetto da sottoporre a esame. L’esito sarà disponibile nell’arco di 24-36 ore con credenziali fornite per accedere direttamente al referto. Non è necessario si presenti chi nel frattempo ha già fatto diagnosi in altro percorso.

Giovedì 11:
1ª A, ore 15.00
2ª A, ore 15.30
2ª B, ore 16.00
3ª A, ore 16.30
3ª B, ore 17.00

Venerdì 12
4ª A, ore 15.00
5ª A, ore 15.30
5ª B, ore 16.00

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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