L’asilo nido ‘Girotondo’ di Castelfidardo verrà demolito e ricostruito

Ottenuto dal Comune fidardense un finanziamento di 2,28 milioni di euro sui 21 destinati alle Marche dal Pnrr

Castelfidardo, 22 agosto 2022 – Tra i 22 interventi (su 69 richieste) e i 21 milioni di euro destinati alle Marche dal Pnrr con riferimento al “piano di potenziamento di asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia”, c’è anche il Comune di Castelfidardo.

La città della fisarmonica ha ottenuto l’accesso alle risorse europee Next Generation Eu, un finanziamento di 2,28 milioni di euro che consentirà di migliorare la sicurezza dei bambini attraverso il progetto di demolizione e ricostruzione dell’asilo nido Girotondo in Via XXV Aprile.

«Una notizia che ci dà enorme soddisfazione perché il momento in cui si sono aperti i bandi è stato fra i più difficili della nostra amministrazione – il commento del sindaco Roberto Ascani apparso sulla sua pagina social – Molte scadenze a cui avremmo potuto, e dovuto, partecipare avevano fra i 15 e i 30 giorni di differenza e non lasciavano dubbi sul percorso da seguire. Era necessario fornire in tempi brevissimi studi di fattibilità che potessero considerare, soprattutto in ambito scolastico, vulnerabilità sismiche, criticità logistiche, economiche e giuridiche».

Castelfidardo – Il sindaco, Roberto Ascani

I quattro plessi scolastici interessati, il Monumento nazionale, il cinema teatro Astra, il progetto “Vita indipendente” e il cantiere della scuola media che aveva bisogno di una costante attenzione sulla prosecuzione dei lavori: «hanno imposto una serie di priorità a discapito di tanti altri lavori ordinari – continua Ascani – Nonostante tutte queste criticità abbiamo partecipato alla quasi totalità dei bandi a disposizione per il nostro Comune. Oggi, vedere questo risultato ci rincuora delle scelte fatte e ci fa vedere con fiducia la città del futuro. In due parole: più sicura».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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