La Polizia di Stato ha incontrato gli scolari fidardensi

Presso la pista didattica Scarponi le classi terze hanno assistito ad una dimostrazione delle unità cinofile

Castelfidardo, 3 giugno 2021 – Il Comune ha ospitato in mattinata presso la pista didattica Scarponi la cerimonia di presentazione dell’iniziativa a cura della Polizia di Stato Il mio diario, diretta agli studenti delle classi terze delle scuole primarie. Attraverso le pagine dell’agenda scolastica, un personaggio amato dai bambini come il topo-giornalista Geronimo Stilton cattura l’attenzione dei giovani lettori con semplicità ed umorismo accompagnandoli in un percorso di educazione civica e alla legalità.

Castelfidardo – Gli scolari delle classi terze all’incontro con la Polizia di Stato

Il commissario Agnese Marinelli del Commissariato di Osimo ha distribuito il diario da utilizzarsi nel 2021/22 agli studenti dei Comprensivi fidardensi I.C. Soprani, Mazzini e Sant’Anna, illustrandone i contenuti tesi anche a prevenire bullismo e cyber bullismo, ed accompagnando l’evento con una dimostrazione delle unità cinofile.

Pienamente consapevoli dell’importanza della collaborazione tra Istituzioni nella delicata opera di formazione dei cittadini del futuro, il Comando di Polizia Locale e il gruppo comunale di Protezione civile hanno fornito il proprio supporto operativo.

La giovane platea ha apprezzato l’esibizione dei due cani addestrati che hanno simulato un intervento di ordine pubblico in difesa di una persona vittima di un’aggressione a mano armata, e un’azione di ricerca di  sostanze stupefacenti all’interno di un’auto.

Il sindaco Roberto Ascani ha formulato un ringraziamento a Polizia di Stato, Polizia Locale, Protezione civile e a tutti gli Istituti scolastici che hanno permesso: «di cogliere un’opportunità straordinaria di educazione alla legalità nella prima giornata d’uscita dei ragazzi».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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