“Il più veloce di Castelfidardo”: una gara di velocità fra studenti

L’evento a cura di Laeng Meucci e Atletica Castelfidardo si terrà il 21 maggio e coinvolgerà le quinte elementari e prime medie della città

Castelfidardo, 10 maggio 2022 – Presentata, presso la biblioteca della sede fidardense del Laeng-Meucci, l’iniziativa “Il più veloce di Castelfidardo”, una vera e propria gara su pista che vedrà sfidarsi gli studenti delle classi quinte elementari e prime medie e decreterà, sabato 21 maggio presso lo Stadio comunale, il ragazzo o la ragazza più veloce della città!

Le prove di velocità si svolgeranno sulla distanza di 60 metri e coinvolgeranno varie categorie: 5ª Elementare Femminile, 5ª Elementare Maschile, Prima Media Femminile e Prima Media Maschile, con premi per i primi sei classificati di ogni categoria ma anche per le classi maschile e femminile più veloci, ovviamente supportati dal tifo di tutti i presenti.

A collaborare all’organizzazione, oltre alla scuola, l’Associazione Atletica Castelfidardo “Roberto Criminesi che da anni segue le scuole della città. «Un connubio – ha detto il suo presidente, Alberto Gattoche abbiamo sempre caldeggiato perché i ragazzi, divertendosi, possono anche capire quelle che sono le loro qualità, ma soprattutto deve essere una giornata che abbia come sfondo il divertimento per tutti, la socialità e la gioia».

Si tratta di un’idea unica nel suo genere: «Non vi è al momento un altro progetto simile nelle Marche e pertanto è lodevole – ha ribadito Simone Rocchetti, presidente della Fidal Marche, nel suo contributo audio – queste iniziative scolastiche sono da premiare perché costituiscono il fulcro e l’asse portante di quelli che poi saranno gli atleti del futuro».

Insomma, “sarà una grande festa dello sport e dell’amicizia”, per dirla con le parole del direttore della sede Meucci prof. Gabriele Calducci, il quale, nel ribadire quanto sia fondamentale per la sua scuola sentirsi parte di un territorio, ha spiegato il ruolo degli studenti più grandi che non saranno coinvolti fisicamente nella gara: «Si metteranno a disposizione per organizzare e seguire in tempo reale tutta la manifestazione. Realizzeranno, quindi, un service completo con tecnici audio e video in grado di gestire, grazie all’aiuto di droni, tecnologia e accompagnamento musicale, tutta la gara fino alla classifica finale».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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