Fosforo e Istituto “Meucci” di Castelfidardo: tutta la scienza per tutti!

Sabato 16 dicembre, dalle 15 alle 19, scuola aperta e science show dal vivo. Gli studenti costruiranno un astrolabio o un orologio solare che potranno portare a casa

Castelfidardo – Il Liceo delle scienze applicate Meucci di Castelfidardo è una scuola che da sempre guarda al futuro, per questo sabato 16 dicembre, in occasione della giornata di scuola aperta dell´IIS “Laeng Meucci”, propone un evento speciale in collaborazione con “Fosforo la festa della scienza”.

La scuola sarà aperta al pubblico dalle 15 alle 19 con insegnanti, alunni e genitori per rispondere alle domande, ai dubbi ed alle curiosità delle famiglie e dei ragazzi a partire dalla loro esperienza.

Castelfidardo – l’istituto A. Meucci

Il responsabile della sede, prof. Gabriele Calducci, presenterà l’iniziativa di collaborazione dell’Istituto “Meucci” con il progetto “Fosforo” che vedrà coinvolta la sede di Castelfidardo anche nei mesi futuri con un’attività di orientamento rivolta alle scuole secondarie di primo grado nel mese di gennaio 2018, ed un corso di approfondimento sulla didattica innovativa delle scienze diretto agli insegnanti dell’istituto e dei comprensivi locali. Partner dei corsi saranno la Fondazione Carilo e l´Amministrazione comunale di Castelfidardo.

Durante tutto il pomeriggio la scienza darà spettacolo con le attività di divulgazione scientifica di alto livello proposte dallo show scientifico “Fosforo” a cura degli esperti divulgatori Mattia Crivellini e Alessandro Gnucci dell’associazione culturale Next.

Il programma prevede due laboratori interattivi e gratuiti che si svolgeranno dalle 16 alle 18: i ragazzi e le ragazze partecipanti potranno costruire con le proprie mani un astrolabio o un orologio solare e portarlo a casa come ricordo al termine dell’attività.

Il gran finale sarà assicurato dalle 18 alle 19 da uno science show dal vivo ispirato ai temi dell’attualità scientifica a cura degli esperti di Fosforo.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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