Fosforo e Istituto “Meucci” di Castelfidardo: tutta la scienza per tutti!

Sabato 16 dicembre, dalle 15 alle 19, scuola aperta e science show dal vivo. Gli studenti costruiranno un astrolabio o un orologio solare che potranno portare a casa

Castelfidardo – Il Liceo delle scienze applicate Meucci di Castelfidardo è una scuola che da sempre guarda al futuro, per questo sabato 16 dicembre, in occasione della giornata di scuola aperta dell´IIS “Laeng Meucci”, propone un evento speciale in collaborazione con “Fosforo la festa della scienza”.

La scuola sarà aperta al pubblico dalle 15 alle 19 con insegnanti, alunni e genitori per rispondere alle domande, ai dubbi ed alle curiosità delle famiglie e dei ragazzi a partire dalla loro esperienza.

Castelfidardo – l’istituto A. Meucci

Il responsabile della sede, prof. Gabriele Calducci, presenterà l’iniziativa di collaborazione dell’Istituto “Meucci” con il progetto “Fosforo” che vedrà coinvolta la sede di Castelfidardo anche nei mesi futuri con un’attività di orientamento rivolta alle scuole secondarie di primo grado nel mese di gennaio 2018, ed un corso di approfondimento sulla didattica innovativa delle scienze diretto agli insegnanti dell’istituto e dei comprensivi locali. Partner dei corsi saranno la Fondazione Carilo e l´Amministrazione comunale di Castelfidardo.

Durante tutto il pomeriggio la scienza darà spettacolo con le attività di divulgazione scientifica di alto livello proposte dallo show scientifico “Fosforo” a cura degli esperti divulgatori Mattia Crivellini e Alessandro Gnucci dell’associazione culturale Next.

Il programma prevede due laboratori interattivi e gratuiti che si svolgeranno dalle 16 alle 18: i ragazzi e le ragazze partecipanti potranno costruire con le proprie mani un astrolabio o un orologio solare e portarlo a casa come ricordo al termine dell’attività.

Il gran finale sarà assicurato dalle 18 alle 19 da uno science show dal vivo ispirato ai temi dell’attualità scientifica a cura degli esperti di Fosforo.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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