Anno scolastico al via a Castelfidardo per 2.500 studenti

Nell'incertezza dei protocolli, l’Amministrazione comunale mette a regime i servizi e realizza interventi di edilizia scolastica

Castelfidardo, 13 settembre 2021 – Green pass, distanziamento, mascherine: l’avvio dell’anno scolastico per oltre 2.500 studenti (500 all’Istituto superiore Meucci, 1.065 al Comprensivo Soprani, 795 all’IC Mazzini e 162 al paritario Sant’Anna), più il corpo insegnante ed il personale non docente, deve scendere ancora a patti con i protocolli anticovid nell’auspicio che le lezioni si svolgano regolarmente e in sicurezza in aula fino a sabato 4 giugno.

In sinergia con le dirigenze scolastiche, l’impegno dell’Amministrazione fidardense si traduce nella ormai consueta partenza a regime dei servizi e nella realizzazione di interventi a favore dell’edilizia scolastica. Disponibili, sin dal primo giorno di lezione, la refezione scolastica per quanti fruiscono del tempo prolungato e dei trasporti, rispettando le linee guida che individuano nella misura dell’80% la capienza degli scuolabus; confermata anche la copertura del pre-scuola per le famiglie che ne hanno fatto richiesta.

Sul fronte dei lavori, oltre agli interventi di manutenzione ordinaria, due le opere principali. Con la sistemazione dell’area verde esterna, giunge a compimento la mensa collegata all’edificio di Via Allende che ospita la secondaria di I grado ad indirizzo montessoriano: una struttura finanziata da fondi comunali in collaborazione con l’associazione Montessori Marche che ha contribuito alla progettazione.

Ad accogliere gli studenti delle medie, ci sarà invece un nuovo arredo urbano che migliora sensibilmente il look di un sito storico. Dopo i lavori alla rete fognaria e di impermeabilizzazione delle cisterne che insistono nel sottosuolo, l’arena IV luglio sarà un salotto “buono”.

L’elegante pavimentazione in arenaria e in travertino, il parziale rifacimento delle gradinate in legno, la demolizione del parapetto in cemento e contestuale apposizione di una balaustra in ferro e la collocazione di un palco al fianco delle scalette, recuperano l’area alla pubblica fruizione rendendola adatta ad ospitare eventi didattici ed istituzionali, concerti e cinema all’aperto.

Una scelta coerente con la destinazione a polo culturale – musicale pensata per il complesso di San Benedetto, quando le medie si trasferiranno nei plessi previsti in Via Montessori.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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