14mila euro per il contrasto allo spaccio nelle scuole di Castelfidardo

Il Comune firma un protocollo d’intesa con la Prefettura di Ancona: controlli periodici nei plessi scolastici con l’ausilio di unità cinofile

Castelfidardo, 3 novembre 2022 – Da sempre sensibile e propositiva nell’ambito dei progetti di prevenzione e di educazione alla legalità delle generazioni più giovani, la Polizia Locale fidardense aggiunge un altro importante tassello al suo ventaglio di attività.

La scorsa settimana il sindaco Roberto Ascani ha sottoscritto presso il Palazzo del Governo di Ancona, con il prefetto Darco Pellos, il protocollo d’intesa “Scuole Sicure 2022-2023” finalizzato alla prevenzione e al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. Un accordo che permette alla città di Castelfidardo di beneficiare di un contributo di 14.363,06 euro che verrà destinato principalmente al potenziamento dei servizi di vigilanza nei pressi di zone vulnerabili quali i plessi scolastici anche mediante l’intervento periodico di unità cinofile.

Ancona – La firma del protocollo d’intesa fra il Comune di Castelfidardo quello di Chiaravalle e la Prefettura

«Sono particolarmente orgoglioso della nostra Polizia Locale per il continuo impegno su tutti i fronti – sottolinea il sindaco Ascani – Progetti innovativi in ambito scolastico, volti alla formazione e alla prevenzione, sono la migliore ricetta per contrastare il pericolo derivante dall’uso di sostanze stupefacenti e il fenomeno dello spaccio».

Il progetto di Castelfidardo – così come quello del Comune di Chiaravalle – è stato favorevolmente accolto dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che ne ha vagliato gli aspetti tecnici operativi, in coerenza con le indicazioni ministeriali in materia.

Nell’agenda del comandante Paolo Tondini, prevista anche una serie di incontri con gli studenti per affrontare gli aspetti medico legali correlati all’assunzione di stupefacenti, secondo un calendario che verrà concordato con le dirigenze delle scuole medie e superiori.

Salgono così a tre i progetti ministeriali per i quali il Comune fidardense ha ottenuto finanziamenti per un totale di circa 50mila euro negli ultimi due anni: “Scuole Sicure”, “Videosorveglianza” e la formazione specifica per il “contrasto alle droghe” in collaborazione con le forze di polizia ad ordinamento statale.

Con questo ultimo stanziamento il già esteso, articolato e tecnologicamente avanzato apparato di videosorveglianza arriva a sfiorare le cento telecamere che nel tempo hanno contribuito in modo determinante a risolvere anche casi di recente cronaca giudiziaria.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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