Parte la campagna di vaccinazione anti Covid-19 per i residenti di Sirolo

Stipulata una convenzione con la Croce Azzurra che fornirà la struttura il supporto amministrativo e la collaborazione necessaria

Sirolo, 26 marzo 2021 – Dopo l’approvazione da parte della Giunta regionale dello schema di accordo con le organizzazioni sindacali di categoria per l’impiego dei medici di famiglia nelle vaccinazioni, e dopo la messa a disposizione dei vaccini da questa settimana, il Comune di Sirolo non perde nemmeno un attimo e stipula una convenzione con la Croce Azzurra e i medici di famiglia operanti nel territorio.

Comune e Croce Azzurra forniranno:

  • la sede per le vaccinazioni, individuata nell’’ampia e adeguata struttura utilizzata dall’associazione di volontariato come punto di partenza delle proprie ambulanze;
  • il supporto per il trasporto da Ancona a Sirolo dei vaccini assegnati ai medici;
  • il supporto amministrativo per ricevere le prenotazioni e organizzare l’accoglienza e l’assistenza degli utenti;
  • la collaborazione per il tutto il periodo di osservazione post somministrazione con la costante presenza di un’ambulanza e una squadra di pronto soccorso per eventuali emergenze.
il Sindaco Filippo Moschella con il Presidente della Croce Azzurra Paolo Rismondo e alcuni volontari

Per il Comune è stato necessario stipulare l’accordo perché i medici avrebbero dovuto somministrare i vaccini nei propri ambulatori, ma quasi tutti i medici di Sirolo hanno lo studio nell’ex Ospedale San Michele, di proprietà comunale, dove attualmente è difficile garantire il necessario distanziamento fra i pazienti e i soggetti da vaccinare: sia per la presenza di corridoi comuni che non permettono percorsi differenziati; sia per la sala d’aspetto comune del primo piano utilizzata da tre medici; sia perché il Comune sta per iniziare i lavori di riqualificazione richiesti dall’Asur per la creazione di una Casa della Salute di tipo A, allo scopo di migliorare e ampliare i servizi sanitari per tutti i sirolesi.

«Ieri mattina – precisa il sindaco Filippo Moschellaa poche ore dalla stipula della convenzione con i medici di famiglia, in qualità di autorità sanitaria locale ho inviato una richiesta urgente alla direttrice generale dell’Asur Marche dottoressa Nadia Storti, che ci è stata vicina nella fase organizzativa con encomiabile professionalità, allo scopo di ottenere il riconoscimento ufficiale della sede della Croce Azzurra come luogo idoneo alla somministrazione».

Nel frattempo, la Giunta e l’Amministrazione stanno organizzando ogni dettaglio della campagna, con la creazione di spazi riservati, l’utilizzo di un frigorifero adatto alla conservazione in sicurezza dei vaccini, la predisposizione della modulistica e l’organizzazione delle liste, al fine di garantire la vaccinazione del maggior numero di sirolesi nel più breve tempo possibile.

Sirolo – Il sindaco Filippo Moschella 

«Inoltre – continua Moschella – l’Amministrazione comunale, considerato che sarebbe possibile anche l’impiego di medici volontari oltre quelli di famiglia, ha già contattato e individuato diversi professionisti pronti a scendere in campo alla Croce Azzurra. Ovviamente, il servizio di vaccinazioni gratuite nel Comune di Sirolo si affianca a quello operato dalla Regione Marche, quindi gli utenti potranno sempre scegliere dove vaccinarsi, anche in relazione ai tempi d’attesa»..

Il Sindaco, orgoglioso per la campagna vaccinale messa in atto che partirà quando giungerà il riconoscimento dell’Asur, precisa che: «dopo la distribuzione delle mascherine quando erano introvabili durante il primo lockdown del 2020; dopo il trasporto della spesa a casa, l’organizzazione dei distanziamenti estivi con l’introduzione dei controlli giornalieri e dell’applicazione per la prenotazione delle spiagge, la chiusura permanente al traffico della centralissima Piazza Vittorio Veneto, la distribuzione di diverse decine di migliaia di euro di buoni spesa una tantum per l’acquisto di generi alimentari, l’adesione al progetto “Lotta alla povertà” arrivato proprio oggi alla terza consegna di 700 kg di cibo, e la presenza del Camper dell’Irca che effettua la media di circa 50 tamponi molecolari e antigenici a settimana, oggi si chiude il cerchio con la protezione dei nostri concittadini, a partire da quelli adulti che sono più bisognosi di tutele e attenzioni».

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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