A Sirolo si è parlato della nuova sanità marchigiana

Incontro pubblico al Teatro Cortesi organizzato dai Circoli territoriali Fratelli d’Italia di Numana e Sirolo

Sirolo, 10 dicembre 2022 – Presso la splendida cornice del Teatro Cortesi di Sirolo, organizzato dai Circoli territoriali Fratelli d’Italia di Numana e Sirolo, venerdì sera 9 dicembre si è svolto l’incontro pubblico sul tema: “Verso la nuova sanità delle Marche: i passi avanti della sanità regionale”.

Relatori d’eccezione i protagonisti della recente riforma del Servizio Sanitario Regionale attuata dalla Giunta guidata dal presidente Francesco Acquaroli: la neo senatrice Elena Leonardi, attualmente segretaria della decima Commissione permanente del Senato Affari sociali e Sanità e già presidente della Commissione regionale della Sanità nell’attuale legislatura, ed i consiglieri regionali Carlo Ciccioli, capogruppo FdI in Regione Marche, e Marco Ausili che hanno contribuito in maniera fondamentale alla riforma stessa.

Per primo ha preso la parola il consigliere regionale Marco Ausili, che ha illustrato alcuni passaggi del percorso politico del governo regionale in ambito sanitario: «il Centrodestra al Governo, dopo tanti anni nella nostra regione, ha evitato che si proseguisse con la logica degli ospedali unici sostenuti dal centrosinistra, garantendo investimenti anche negli stabilimenti minori, ed ha investito risorse regionali per la formazione di futuro personale, introducendo una programmazione basata su analisi scientifiche complessive della situazione sanitaria reale del nostro territorio, come mai era stato fatto prima».

Proseguendo nell’incontro, la senatrice FdI Elena Leonardi ha spiegato in dettaglio i principi operativi della riforma sanitaria, che rappresenta un percorso irto di ostacoli e difficoltà ma che traccia in maniera netta due linee di svolta rispetto al passato: «da una parte l’eliminazione dal 31 dicembre prossimo dell’Asur unica e la creazione di cinque agenzie sanitarie regionali (ARS), per le rispettive provincie marchigiane, che si occuperanno di attuare il necessario potenziamento delle strutture territoriali con il rafforzamento dei servizi sanitari di prossimità ai cittadini; dall’altra, l’ormai non più prorogabile aumento dell’investimento per la formazione di nuovi medici, di base e specialistici, che colmino il gap dato dalla differenza tra quelli in attività e quelli che andranno in quiescenza, aumentando il numero di borse di studio per i primi da 70 a 110 unità, e per i secondi da 5 a 42 unità, per un investimento regionale complessivo di € 6.680.00,00».

Infine, Carlo Ciccioli, ha portato la sua visione di un progetto vissuto sia da politico sia da medico: «la riforma non era più eludibile, soprattutto per ridare una certezza ai cittadini marchigiani di una sanità più vicina alle loro esigenze e per limitare, con il notevole investimento attuato per le borse di studio, la “fuga” dei migliori medici marchigiani verso le altre regioni italiane o addirittura all’estero».

Hanno chiuso l’incontro con i loro saluti istituzionali il sindaco di Sirolo Filippo Moschella e l’assessore del Comune di Numana Rossana Ippoliti, intervenuta in rappresentanza del sindaco Gianluigi Tombolini impossibilitato ad intervenire.

Giuseppe Monaco e Alessandro Scuppa, rispettivamente presidenti dei Circoli FdI di Numana e Sirolo, hanno infine ringraziato i relatori per l’alto profilo dei loro interventi, e tutti i cittadini della Riviera del Conero presenti per la loro fattiva partecipazione e per le domande e gli interessanti spunti posti da alcuni di loro durante il “giro di tavolo” alla fine dell’incontro.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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