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Sanità privata: 29 giugno ad Ancona il presidio dei lavoratori Marche

Cgil Cisl Uil: “Lavoratori privati di salario, riconoscimento professionale e diritti. Rinnovare subito i contratti”

Ancona, 27 giugno 2018 – Una presidio di lavoratori per il rinnovo dei contratti della sanità privata. Venerdì 29 giugno, a partire dalle ore 10 fino alle 12, i lavoratori delle strutture sanitarie private della regione saranno di fronte alla Regione Marche (palazzo Raffaello) insieme a Fp Cgil Marche, Cisl Fp Marche e Uil Fpl Marche.

L’obiettivo, dichiarato dai segretari regionali delle tre federazioni di categoria Alberto Beltrani, Luca Talevi e Rossano Moscatelli, è fare pressione sulle parti datoriali (Aris e Aiop) per chiedere un intervento attivo della Regione Marche e della politica per arrivare a chiudere una vertenza che pesa come un macigno sul lavoro delle persone e sulla tenuta dei servizi alla salute. Considerando, peraltro, che nelle Marche la sanità privata accreditata svolge un ruolo importante, gestendo una fetta sempre più consistente dell’intera offerta sanitaria pubblica.

«Occorre restituire dignità e riconoscimento ai lavoratori. Lavoratori privati di nome e di fatto, visto che da anni sono ostaggio di una situazione che li vede espropriati degli aumenti salariali, del ruolo, dei diritti e della valorizzazione delle competenze – attaccano Beltrani, Talevi e Moscatelli – Chiediamo alla Regione Marche di farsi parte attiva e di adoperarsi affinché la Conferenza Stato-Regioni si impegni a promuovere una rapida conclusione delle trattative».

Il mancato rinnovo dei contratti del settore, alcuni dei quali scaduti da oltre un decennio (dal 2007 il CCNL AIOP), è un prezzo troppo caro pagato dai lavoratori.

«Occorre anche che la Regione Marche – concludono i sindacalisti – richiami quegli imprenditori privati che ne hanno interrotto l’applicazione, al rispetto della circolare AIOP Marche del 2010, tutt’ora in vigore, che prevede il riconoscimento di acconti su futuri aumenti contrattuali (62 euro per il profilo di infermiere), decisa in conseguenza degli anticipi delle coperture economiche che la nostra regione aveva riconosciuto in vista degli allora previsti rinnovi contrattuali, poi in realtà non intervenuti».

 

redazionale

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