SS Benvenuto e Rocco, Yuri Rosati nuovo primario di Pneumologia

Entrerà in servizio da lunedì 15 febbraio

Osimo, 13 febbraio 2021 – Lunedi 15 febbraio entra in servizio presso l’ospedale SS Benvenuto e Rocco il dottor Yuri Rosati, nelle vesti di nuovo primario di Pneumologia.

Il dottor Yuri Rosati

A darne l’annuncio un entusiasta Simone Pugnaloni attraverso la sua pagina social: «Lunedì sarà di nuovo un giorno da ricordare per la qualità del nostro ospedale SS Benvenuto e Rocco – scrive il primo cittadino osimano – Il procollo d’intesa Inrca-Ospedale di Osimo siglato durante il nostro primo mandato centra un nuovo ed importante obiettivo: entra in servizio il nuovo primario di Pneumologia, il dottor Yuri Rosati».

Seguono, sempre per mano di Pugnaloni, i ringraziamenti particolari al direttore generale Inrca Gianni Genga: «che in questi anni ha saputo valorizzare sotto ogni punto di vista il nostro nosocomio, mantenendo fede a tutti gli impegni iscritti nel patto tra Ancona ed Osimo, sia con la nomina dei nuovi primari sia con il rafforzamento di strumentazione e risorse umane».

Yuri Rosati, civitanovese di 51 anni, arriva dall’ospedale di Macerata dove per anni ha lavorato nel reparto di Pneumologia. È molto conosciuto anche come politico dal momento che per alcuni anni ha ricoperto il ruolo di assessore comunale a Civitanova in una Giunta di centrosinistra.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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