Via ai vaccini per familiari e caregivers di vulnerabili e disabili gravi

Da oggi possibili le iscrizioni alle liste di adesione. Gli interessati verranno richiamati per concordare l’appuntamento per la somministrazione del vaccino

Ancona, 19 aprile 2021 – Sono aperte da oggi le iscrizioni alle liste di adesione alla campagna vaccinale per familiari e caregivers di persone estremamente vulnerabili e disabili gravi. Gli interessati possono iscriversi compilando la scheda al link:

https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Vaccini-Covid/Liste-adesione-caregiver-e-familiari 

nel sito della Regione Marche. Una volta inviata la propria adesione i cittadini saranno richiamati dagli operatori sanitari per concordare l’appuntamento per la somministrazione del vaccino.

la categoria in questione è costituita da:

  • genitori/tutori/affidatari di minori (0 – 15 anni) che rientrano nella categoria di estremamente vulnerabili
  • conviventi e caregivers di persone estremamente fragili per le categorie contraddistinte dalla tabella che si trova in allegato al momento della compilazione
  • familiari, conviventi e caregiver che forniscono assistenza continuativa alle persone con disabilità gravi ai sensi della legge 104/1992 art.3 comma 3.

Per la prenotazione è necessario indicare il numero della tessera sanitaria del soggetto che si assiste (sono accettate 5 registrazioni massimo per ciascuna tessera sanitaria).

Al momento della vaccinazione dovrà essere presentata l’autocertificazione relativa alla appartenenza alle categorie indicate scaricabile a questo link:

https://form.sanita.marche.it/sql2app/docs/AUTODICHIARAZIONE_CAREGIVER.pdf

 

redazionale

© riproduzione riservata

 


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo