Sanità Marche: “Servizio pubblico sanitario al collasso”

Lo dice Mercante (Anaao Assomed) a proposito dei medici e dirigenti sanitari in agitazione. Lunedì 29, assemblea sindacale in sette ospedali della regione

Ancona, 28 ottobre 2018 – Gli ospedali di Torrette, Fano, Urbino, Jesi, Macerata, Fermo e l’Inrca di Ancona sono le 7 sedi sul territorio regionale nelle quali sono convocate le assemblee sindacali di Anaao Assomed Marche per lo stato di agitazione relativo al rinnovo del contratto, la carenza di organico, la precarietà, la problematica della ristrettezza delle risorse in sanità.

Gli oltre 600 medici e dirigenti sanitari iscritti, dopo il sit-in della scorsa settimana di fronte a Montecitorio, si ritroveranno lunedì 29 ottobre dalle 12 alle 14, per fare il punto sulla situazione.

Il disinteresse di tutte le forze politiche, nessuna esclusa, è imbarazzante – ha detto il segretario regionale Mercante – e queste assemblee saranno utili per fare il punto con tutti i colleghi in vista dello sciopero nazionale già proclamato per venerdì 9 novembreNon ci battiamo per avere o mantenere dei privilegi – ha aggiunto – ma il sistema sanitario già pesantemente penalizzato e sotto finanziato si regge solo grazie al senso di responsabilità ed allo spirito di servizio di medici e dirigenti sanitari che già lavorano ben più delle ore che sarebbero dovute, e senza un rinnovo di contratto atteso da 10 anni”.

A sx: Oriano Mercante, segretario di Anaao Assomed Marche

Per Mercante, che non si nasconde, dietro al disinteresse delle forze politiche si cela un preciso obiettivo: “Ormai è chiaro – ha ribadito – che c’è un preciso disegno per favorire il servizio privato. Nonostante sia chiaro a tutti che i pazienti ed i cittadini ne saranno penalizzati”.

Nel dettaglio le sedi delle assemblee:

  • Fano – Ospedale Santa Croce, saletta sindacale sotto la Direzione Medica
  • Urbino – Presidio Ospedaliero – Aula Sindacale 2° piano
  • Ancona – Ospedale Torrette – 2° piano – aula Vellardi
  • Ancona – INRCA – Auditorium Via della Montagnola 81
  • Jesi – Ospedale Murri – aula della Direzione Sanitaria
  • Macerata aula biblioteca Ospedale
  • Fermo presso il CSM di (2° piano ex scuola infermieri)

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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