Sanità: la Regione Marche rivede i tetti di spesa per il personale

Rispetto al Dgr 115/2020 c’è stato un incremento di 4,6 milioni di euro destinati a nuove assunzioni. Matteo Pintucci (FP Cgil): «Ora affrontiamo le premialità Covid»

Ancona, 12 agosto 2020 – La Regione Marche fa un ulteriore passo avanti per quanto riguarda la possibilità di assumere nuovi medici e personale tecnico sanitario. A seguito delle pressanti richieste portate avanti da anni dal settore Funzione Pubblica della Cgil, infatti, da oggi la Sanità regionale può disporre di ulteriori 4,6 milioni di euro da destinare a nuove assunzioni.

Matteo Pintucci, segretario regionale Fp Cgil Marche 

«Abbiamo sempre sostenuto la necessità di rimuovere i tetti di spesa del personale del sistema sanitario – spiega Matteo Pintucci, segretario regionale Fp Cgil Marche – che, per anni, sono stati vincolati ai livelli del 2004 meno l’1,4 %».

Con l’emanazione del Dlgs 35/2019 si era già determinata una concreta possibilità di risposta alle richieste del sindacato: il nuovo tetto unico di spesa del servizio sanitario regionale, a febbraio di quest’anno, era stato riadeguato al DGR 115/2020. Su ulteriore insistenza del sindaco, infine, è arrivata in questi giorni la definitiva  delibera della Giunta regionale n. 1261 del 5 agosto che aumenta, come già anticipato, il tetto di spesa di 4,6 milioni di euro.

«Ora occorre portare a termine tutti i restanti interventi sui fondi aziendali per le premialità Covid – conclude Pintucci – incrementando quei 2,4 milioni di euro  previsti dall’art. 2 comma 6 del Dl rilancio».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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