San Benedetto del Tronto: aggiornamento screening al 3 gennaio

17 i casi positivi al test antigenico rapido su 3.066 persone. Si andrà avanti fino a giovedì 7 gennaio

San Benedetto del Tronto, 3 gennaio 2021 – Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che l’operazione di screening Marche Sicure nella giornata di sabato 2 gennaio nel Comune di San Benedetto del Tronto ha rilevato un’adesione di 3.066 persone. Sono stati riscontrati 17 casi positivi al test antigenico rapido.

Complessivamente, nella Regione Marche da venerdì 18 dicembre hanno aderito 74.869 persone con 458 casi positivi. In totale la percentuale di positività è pari allo 0,6% mentre la percentuale di adesione sulla popolazione target è del 23,6%. I casi positivi rilevati sono stati sottoposti al tampone molecolare.

Lo screening a San Benedetto del Tronto proseguirà fino a giovedì 7 gennaio. Le postazioni, operative dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00, giorni festivi compresi, sono allestite al Palariviera e al Palasport “Speca”. Possono aderire tutte le persone di età superiore ai 6 anni, residenti o che soggiornano a San Benedetto del Tronto per motivi di lavoro o studio.  A seguire saranno coinvolti, in fasi successive, tutti i Comuni delle Marche.

IN CHE COSA CONSISTE

Viene utilizzato un sottile tampone simile ad un cotton fioc che viene delicatamente inserito nel naso o nella bocca. Il risultato è pronto dopo circa 15 minuti e viene comunicato direttamente sul telefono della persona sottoposta al test. In caso di esito positivo, con lo stesso messaggio si viene invitati a sottoporsi a tampone molecolare con l’indicazione di data, orario e luogo dove presentarsi per l’esame.

DOVE SI SVOLGE LO SCREENING

Sono state allestite postazioni al Palariviera e al Palasport “Speca”. Per accedere al test occorre esibire la Tessera Sanitaria.

CHI PUO’ PARTECIPARE

Possono aderire tutte le persone di età superiore ai 6 anni, residenti o che soggiornano a San Benedetto del Tronto per motivi di lavoro o studio. I minori devono essere accompagnati da un genitore e chi esercita la potestà genitoriale dovrà compilare un apposito modulo di autorizzazione

SCARICA E COMPILA IL MODULO

COME PARTECIPARE

Occorre prenotare un appuntamento scegliendo tra le date e gli orari disponibili. La prenotazione si può fare in due modi alternativi:

– collegandosi al sito www.cureprimarie.it e accedere alla sezione “Screening popolazione di San Benedetto del Tronto”

– scaricando sul proprio smartphone l’APP “Smart4you” da Apple Store o Play Store oppure leggere con la fotocamera del proprio smartphone il Qrcode pubblicato nella sottostante galleria di immagini. Quindi scaricare l’APP e seguire le indicazioni a partire dal tasto “Screening popolazione di San Benedetto del Tronto”.

E’ necessario tenere a portata di mano la tessera sanitaria propria e degli altri familiari per cui si intende prenotare l’appuntamento. E’ infatti possibile prenotare il test per sé e per un massimo di altre 3 persone.

CHI NON PUO’ PARTECIPARE ALLO SCREENING

  • Persone che hanno sintomi che facciano ipotizzare un’infezione da Covid-19
  • Persone attualmente in malattia per qualsiasi altro motivo
  • Persone in stato di isolamento per test positivo negli ultimi tre mesi
  • Persone attualmente in quarantena o in isolamento fiduciario
  • Persone che hanno già prenotato l’esecuzione di un tampone molecolare
  • Persone che eseguono regolarmente il test per motivi professionali
  • Minori sotto i 6 anni
  • Persone ricoverate nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie comprese le case di riposo pubbliche e private

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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