Marche, emergenza anziani: centomila senza prestazioni sanitarie

Sempre più malati, soli e bisognosi di cure e assistenza

Marche, 2 settembre 2021 – È il quadro che emerge dai dati Istat, elaborati dalla Cgil Marche, sulla condizione di salute e sui bisogni sanitari delle persone over 65; sono dati riferiti al 2019 e che non tengono conto dei pesanti effetti della pandemia nelle fasce più anziane della popolazione.

«I problemi di salute e la perdita di autonomia determinano un bisogno crescente di cure e assistenza sanitaria, ma nelle Marche – denunciano Daniela Barbaresi, segretaria generale Cgil  Marche ed Elio Cerri, segretario generale regionale Spi Cgil – in un anno, 32 mila anziani (8,7% del totale) hanno rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria per motivi economici, inclusi esami, cure mediche o farmaci, e sono 75 mila gli anziani, uno su cinque, che nel 2019 hanno dovuto rinviare prestazioni sanitarie a causa delle lunghe liste di attesa (20,2% del totale). Sono, dunque, oltre 100 mila gli anziani senza cure e prestazioni sanitarie adeguate e tempestive».

Nelle Marche sono 208 mila gli ultrasessantacinquenni con almeno tre patologie croniche, pari al 55,7% della popolazione anziana; dunque, più di uno su due. Di questi, 158 mila presentano una patologia cronica grave (tumori, Alzeheimer, demenze, malattie cardiache, diabete, ecc.), pari al 42,4% del totale degli anziani.

Tra le malattie degenerative inerenti alla salute mentale, demenze senili e Alzheimer sono una priorità. Preoccupa anche la depressione: la patologia mentale più diffusa tra gli over 65. Sono, infatti, 44 mila gli anziani marchigiani con disturbi depressivi (12,0% del totale), metà dei quali con disturbi gravi.

Sono 121 mila gli anziani con almeno una grave limitazione motoria, sensoriale o cognitiva, attività essenziali nella vita quotidiana, pari al 32,3% del totale (28,4% la media nazionale); di costoro, 77 mila hanno difficoltà nel camminare, salire o scendere le scale senza l’aiuto di una persona o il ricorso a un ausilio (20,7%), 60 mila hanno gravi difficoltà nella vista o udito (16,0%), 29 mila gravi difficoltà nella memoria o nella concentrazione (7,7%).

Numerosi gli anziani con gravi difficoltà nella cura della persona: sono 51 mila, pari al 13,6% degli over 65 (10,6% la media nazionale); 49 mila non riescono a fare il bagno o la doccia da soli. Un terzo degli anziani presenta gravi difficoltà nelle attività domestiche come preparare i pasti, fare la spesa, usare il telefono, fare le pulizie, prendere le medicine e gestire le risorse economiche (32,4% degli over 65, rispetto alla media nazionale del 27,7%).

Anche nelle Marche, la famiglia resta il principale sostegno cui possono fare riferimento le persone anziane: sono 43 mila gli anziani con gravi difficoltà che ricevono aiuto dai familiari e rappresentano l’84,3% del totale, in linea con la media nazionale.

Sono 28 mila gli anziani che ricevono un’assistenza a pagamento di cui 23 mila da parte di badanti (pari al 45,4% del totale, percentuale nettamente superiore alla media nazionale del 25,9%).

Ma a preoccupare è soprattutto il numero di chi dichiara di non avere assistenza o aiuti adeguati: 32 mila anziani pari al 63,7% di chi ha gravi difficoltà nelle attività fondamentali di cura della persona.

In un anno, la quasi totalità degli anziani si è rivolta al medico di famiglia (90,5%), i due terzi hanno fatto ricorso a visite specialistiche (65,3%) e uno su due si è sottoposto a esami specialistici (49,5%).

Daniela Barbaresi

«Questi dati – spiegano Barbaresi e Cerri – confermano l’inadeguatezza della rete sanitaria e di welfare a sostegno delle persone anziane. Per questo è urgente che la Regione si attivi per programmare le azioni di attuazione del PNRR per rafforzare la medicina di territorio e l’assistenza domiciliare, indicando proprio la casa come il principale luogo di cura».

In particolare, «entro il 2026, nelle Marche, dovranno essere prese in carico, per le cure domiciliari, oltre 40 mila persone over65 rispetto alle 15 mila attuali, cosi come dovranno essere realizzati 10 nuovi Ospedali di Comunità e 32 Case della Salute. Numeri e obiettivi importanti rispetto ai quali chiediamo alla Regione ed in particolare all’assessore Saltamartini come pensa di darvi piena attuazione».

Altrettanto urgente, concludono i segretari, «è una legge nazionale sulla non autosufficienza per garantire la presa in carico della persona da parte di servizi che pongano al centro l’integrazione socio-sanitaria»”.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Come cambia l’informazione al tempo dei social

La capacità delle Amministrazioni comunali di trasmettere il proprio operato


Camerano, 16 maggio 2022 – È fuori da ogni dubbio o discussione: l’avvento dei social ha letteralmente stravolto il mondo della comunicazione, il modo di fare informazione e dare le notizie. A volte migliorando le cose, a volte peggiorandole in modo inaccettabile e, spesso, dannoso.

L’avvento del web, e di piattaforme come Facebook, Tik Tok, Twitter, WhatsApp, Telegram, ha aperto spazi infiniti e fatto crollare muri dell’incomunicabilità prima inaccessibili. Ma, se da un verso ha messo in comunicazione fra loro gli individui di tre quarti del mondo, da un altro ha concesso diritto di parola e di replica anche agli imbecilli che, considerati certi interventi visti su Facebook, prolificano a tutte le latitudini dell’emisfero. Umberto Eco docet, quando affermò: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Era il giugno del 2015.

La sua affermazione, oggi, è stata ampiamente dimostrata. Nel campo della comunicazione, che andrebbe trattata con molta delicatezza, ci si sente tutti giornalisti. Tanti, troppi i novelli Indro Montanelli o Enzo Biagi che sia, pronti a dare per primi lo scoop giornaliero di quanto accaduto sotto casa, o al vicino di pianerottolo, o in piazza, o dall’altro capo del mondo, con il risultato di spargere spazzatura a destra e a manca. Tanti, troppi quelli che riprendono dai social una news e, convinti d’essere gli unici, la fanno rimbalzare qua e là aggiungendo – o togliendo – qualche contenuto. Tanti, troppi quelli che gli danno seguito, non verificano le fonti e contribuiscono ad allagare l’oceano delle fake news.

Poi, ci sono gli Enti pubblici, i Comuni che, come diretta conseguenza dell’avvento dei social, sono stati costretti a dotarsi di Uffici stampa per soddisfare con comunicati giornalieri le bocche fameliche delle miriadi di testate giornalistiche (tra cui la nostra), nate grazie alla facilità di comunicare attraverso i social. Oggi, un Ufficio stampa non si nega a nessuno, ce l’hanno quasi tutti, anche quelle piccole realtà che un tempo non se lo sognavano neppure lontanamente. Anche se, spesso, a gestire un Ufficio stampa non sono giornalisti iscritti all’Ordine ma figure che l’Ordine dei giornalisti non sa neppure dove sia.

E veniamo alle dolenti note. Mica tutti i Comuni si sono attrezzati seguendo le regole e la legge; addirittura, alcuni Comuni non si sono attrezzati affatto. In alcuni Comuni il Sindaco, vuoi per risparmiare, vuoi perché si considera la reincarnazione di San Francesco di Sales, vuoi perché di comunicare quel che fa non gli interessa affatto (un modo comodo comodo per farsi gli affari propri), l’Ufficio stampa se lo fa da sé. Quando comunica.

Corriere del Conero da sei anni ormai informa i propri lettori attraverso sei pagine dedicate ad altrettanti Comuni: Camerano, Castelfidardo, Loreto, Osimo, Numana, Sirolo; più una settima pagina, chiamata Dal Mondo, dove finiscono tutte le altre notizie che arrivano da Ancona e dalle altre quattro province marchigiane. La nostra è un’informazione a carattere regionale anche se, grazie al web, siamo letti in tutto il mondo.

In questi sei anni abbiamo collaborato – a volte scontrandoci – con questi Comuni e i rispettivi Sindaci. Non tutti sono attrezzati come dovrebbero nel comunicare ai giornali il proprio operato. Ma va detto che comunque la figura del Sindaco è quella che la fa da padrone, nel bene e nel male. C’è Sindaco e Sindaco, c’è chi esagera e chi se ne frega, c’è chi favorisce una testata a scapito di un’altra, c’è chi informa il meno possibile e chi ti sommerge di comunicati ma nel modo sbagliato. Ecco, di seguito, una nostra personale classifica stilata in base alla nostra esperienza e riferita ai Comuni che informiamo.

posizione

Comune

motivazione
1OSIMOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Alcuni comunicati arrivano dalla segreteria del Sindaco; altri dal gruppo consiliare del PD; moltissimi dal sindaco Pugnaloni in persona che elogiamo per la sua puntualità, l’ampiezza dell’informazione e la completezza dei comunicati quasi sempre corredati da foto. Merita ampiamente il primo posto anche grazie al fatto che Pugnaloni ha creato una chat riservata ai soli giornalisti.
2CASTELFIDARDOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Ha una persona che cura l’Ufficio stampa e puntualmente contatta i giornali attraverso Telegram. I suoi comunicati sono ampi, corredati da foto e informano su tutto lo scibile del Comune e anche qualcosa in più.
3ANCONAHa un sito web ufficiale e più di una pagina social. Ha un Ufficio stampa che impiega diversi giornalisti professionisti, strano trovare un Capoluogo di regione al terzo posto. La sua comunicazione verso le testate giornalistiche è la più ampia in assoluto. Peccato che, nonostante in redazione arrivino quotidianamente montagne di comunicati, questi spesso sono privi di fotografie e, dunque, impubblicabili per una testata online come la nostra. Con la forza lavoro che ha, potrebbe fare molto di più. Problema segnalato più volte.
4SIROLOHa un sito web ufficiale che potrebbe essere migliorato e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Insieme a Numana è il Comune con meno residenti (Sirolo, 4mila e rotti; Numana 3.700 e rotti). La comunicazione ai giornali la fa quasi esclusivamente il sindaco Filippo Moschella, spesso rubando tempo al suo tempo libero. Nonostante ciò, da quando in Comune c’è lui la comunicazione da e su Sirolo è migliorata parecchio.
5NUMANAHa un sito web ufficiale e uno per il turismo e una pagina social. Ha un Ufficio stampa curato da una persona. Anni addietro la comunicazione con le testate giornalistiche locali era continuativa, tanto che Numana ricopriva posizioni di vertice nella ns. classifica. Da un paio d’anni a questa parte la comunicazione, molto ricca, si è concentrata sulla stagione turistica estiva, lasciando piuttosto scoperto il resto dell’anno. Peccato!
6LORETOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Almeno, a noi non risulta: non riceviamo comunicati da questo Comune da almeno un anno. Abbiamo contattato per questo il sindaco Moreno Pieroni che si è detto sorpreso e che avrebbe provveduto. Ad oggi, non ha provveduto affatto. La sua comunicazione, tutta personale, per quel che ne sappiamo l’affida ad un videomessaggio che pubblica settimanalmente, tutti i lunedì, sulla pagina social del Comune.
7CAMERANOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Spiace vedere Camerano all’ultimo posto, ma tant’è, nonostante qui abbia sede la nostra testata. All’inizio del suo mandato il sindaco Oriano Mercante, contattato telefonicamente dal giornale per approfondire un tema, rispose che lui per telefono non rilasciava dichiarazioni, e che avrebbe risposto con i comunicati stampa. Sono passati sette mesi ma di comunicati a firma del Sindaco non ne abbiamo mai ricevuti. Nulla è cambiato, tra l’altro, rispetto all’Amministrazione precedente. Alla ns. redazione manca tantissimo l’assessore Costantino Renato, puntualissimo e molto professionale nei comunicati alle testate giornalistiche.

 

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