Marche – Da oggi vaccinazioni a persone fragili e Forze dell’Ordine

Pazienti in carico al Sistema sanitario regionale: dialisi, patologie croniche, oncologiche, cardiopatiche. Vaccini anche ai detenuti

Marche, 3 marzo 2021 – Sono iniziate questa mattina le vaccinazioni del segmento della fragilità individuato dalle linee guida commissariali nazionali, a cui verrà somministrato il vaccino Pfizer BionTech o Moderna.

Si tratta del segmento dei pazienti in cura e presi in carico dal Sistema sanitario regionale; non dovranno prenotarsi ma saranno chiamati dalle strutture sanitarie per procedere alla vaccinazione. Si tratta di pazienti in dialisi, o con patologie croniche e respiratorie, oncologiche, cardiopatiche e simili.

Il flusso dei pazienti che saranno chiamati per la somministrazione del vaccino dipenderà dalla disponibilità delle dosi che saranno inviate alla Regione.

Vaccini alle forze dell’ordine

Sempre da questa mattina, iniziate nelle Marche le vaccinazioni per il personale delle Forze dell’Ordine. Non è necessario provvedere alla prenotazione. Attivi i punti vaccinali dedicati al personale del comparto Forze armate, sicurezza e difesa a cui sarà somministrato il vaccino AstraZeneca. L’attività vaccinale è supportata dal personale sanitario della Polizia di Stato e della Marina Militare che integra il personale del servizio sanitario dell’Asur e dell’Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Marche Nord.

In questo target rientrano anche i Corpi di Polizia locale e provinciale. Inoltre, per disposizione ministeriale saranno vaccinati anche i detenuti.

Prenotazioni per gli educatori delle scuole comunali

Si comunica inoltre che, completata l’acquisizione da parte dei Comuni degli elenchi del personale delle scuole, è stata avviata la procedura di prenotazione tramite la piattaforma Poste anche per il  personale delle scuole paritarie e degli asili comunali.

Ci si può prenotare tramite il portale di PosteItaliane, https://prenotazioni.vaccinicovid.gov.it

e il numero verde 800.009966 (attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18). Per la prenotazione del vaccino sono a disposizione anche i 242 ATM Postamat (sarà sufficiente inserire la tessera sanitaria, digitare i dati richiesti in modo semplice e veloce e ritirare il promemoria con i dettagli della prenotazione) e anche la rete dei portalettere (il postino attraverso l’apposita funzione “prenotazione vaccini” sviluppata per il dispositivo palmare, verificherà le disponibilità in base al CAP).

Al momento della vaccinazione, insieme al personale sanitario, saranno compilati alcuni moduli (scheda anamnestica, modulo di consenso e trattamento dei dati personali e nota informativa) che si possono scaricare e stampare dal sito dell’Asur Marche (https://www.asur.marche.it/web/portal/modulistica1), o sul portale di prenotazione di Poste Italiane. I moduli sono comunque disponibili nei punti vaccinali. Al momento della prima vaccinazione sarà comunicato il giorno per la somministrazione della seconda dose.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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