Ancona – Un aiuto ai malati di Alzheimer e loro familiari

Un punto d’ascolto e di aiuto psicologico attivo da lunedì 18 gennaio grazie a Inrca, Cariverona, Associazione Alzheimer Marche Onlus, Comune di Ancona

Ancona, 14 gennaio 2021 – In questo periodo di emergenza sanitaria il distanziamento sociale e quindi il diradamento degli incontri con parenti e amici se è pesante per tutti rappresenta un ulteriore problema per coloro che si occupano di persone affette da patologie: i cosiddetti “caregiver”.

Focalizzando in particolare le sindromi neurologiche degenerative più diffuse, come l’Alzheimer che rappresenta il 60% di tutte le forme di demenza*, va sottolineato che la quotidianità con una persona con demenza è complicata, lunga, e l’assistenza anche estenuante. La stessa persona con demenza può soffrire di queste restrizioni e presentare disturbi comportamentali ancora più invalidanti come deliri, aggressività, agitazione psicomotoria, alterazione del ritmo sonno-veglia. Le persone anziane più a rischio sono quelle che vivono da sole.

Per fronteggiare questo periodo di emergenza sanitaria e quindi per offrire un aiuto/sostegno ai caregiver delle persone con demenza, sia familiari sia badanti, l’Inrca di Ancona, all’interno del Progetto Innf Famiglia della Fondazione Cariverona in collaborazione con l’Associazione Alzheimer Marche Onlus e il Comune di Ancona, attiva da lunedì 18 gennaio un aiuto e un ascolto a distanza tramite Skipe, che permette di parlare faccia a faccia, e un numero telefonico dedicato.

Nello specifico:

  • sarà offerta una consulenza sulla gestione di specifiche manifestazioni cognitive e comportamentali;
  • verrà fornito un supporto/ascolto al caregiver;
  • saranno fornite indicazioni/suggerimenti circa le attività da proporre al proprio domicilio utili a stimolare/intrattenere la persona con demenza.

Il servizio sarà svolto da psicologi esperti afferenti all’U.O.C. di Neurologia Inrca di Ancona e da volontari dell’Associazione Alzheimer Marche Onlus

Il servizio telefonico e il collegamento Skipe saranno attivi dal lunedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 16. Il numero telefonico 071 8004714 sarà attivo il martedì e il venerdì. L’indirizzo Skype alzheimer.inrca sarà attivo il lunedì, il mercoledì e il giovedì.

* La demenza è una sindrome neurologica degenerativa che si manifesta con disturbi della memoria, del linguaggio, disorientamento nel tempo e nello spazio, difficoltà a portare a termine attività quotidiane, modifiche della personalità e del comportamento con una progressiva perdita delle autonomie personali.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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