Ancona – Sanità. Quota 100 per andare in pensione

Grido d’allarme di Mercante (Anaao Assoomed): “Aggraverebbe un problema già esistente anche nelle Marche”

Ancona, 3 ottobre 2018 – Il ritorno alle pensioni di anzianità con quota 100 rischia di provocare un esodo tra medici e dirigenti sanitari: circa 70mila camici bianchi in uscita fino al 2023 sugli attuali 110mila in servizio.

«Il problema già esiste e quota 100 non farebbe che aggravarlo – spiega Oriano Mercante, segretario di Anaao Assomed Marche – Se fosse effettivamente approvato, avremmo un depauperamento di personale che andrebbe ad aggravare una situazione già al limite e un impoverimento anche dal punto di vista qualitativo a danno dei pazienti, perché ad uscire dal circuito sanitario pubblico sarebbero i medici più esperti».

Ancona – a sx: Oriano Mercante, segretario di Anaao Assomed Marche

La situazione riguarda anche le Marche. «Abbiamo denunciato da tempo il problema ed anche nel dibattito si sono dette molte inesattezze. Il problema non risiede nel numero di medici, tanto che si è invocata la rimozione del numero chiuso nelle università, quanto nel numero di specialisti e specializzandi. Mentre gli universitari pagano le tasse per compiere il percorso di studi, gli specializzandi devono essere remunerati, circa 1.500 euro al mese, attraverso borse di studio messe a disposizione dal pubblico, ma i fondi sono sempre minori e da qui la carenza di personale in diverse specializzazioni».

Il personale pubblico svolge servizio ben aldilà del proprio orario di lavoro con spirito spesso volontaristico visto che i fondi per gli straordinari sono ampiamente insufficienti. Il timore è che questo ulteriore colpo alla sanità pubblica nasconda un disegno volto a favorire la sanità privata: «Auspichiamo che non sia davvero così», osserva il segretario del sindacato.

Se quota 100 divenisse legge in pochissimi aventi diritto resterebbero in servizio. «Le condizioni di lavoro ed i carichi sono tali, anche nelle Marche, che sarebbe più che comprensibile una scelta di beneficiare di un diritto acquisito».

Per professionisti ancora giovani e certamente qualificati si aprirebbe la via della libera professione: «Anch’essa pienamente nei propri diritti – ha concluso Mercante – anche perché la legge vieta ogni tipo di incarico nel settore pubblico di tipo consulenziale».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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