Ancona – Sanità: medici verso lo sciopero generale

Contratto bloccato da nove anni. Mercante (Anaao): “Anche nelle Marche pronti ad aderire alla mobilitazione”

Ancona, 14 settembre 2018 – La scomparsa del contratto di lavoro del personale, dopo 9 anni di blocco legislativo, dall’agenda e dal radar della politica, priva medici e dirigenti sanitari dipendenti di un fondamentale strumento di cambiamento delle condizioni di lavoro, che restituisca dignità e sicurezza ai professionisti, oltre che di governo e di innovazione del sistema.

«La situazione ormai è insostenibile – ha detto il segretario regionale Oriano Mercantee in tutti i territori comprese le Marche, abbiamo stabilito di valutare, insieme con le altre organizzazioni sindacali, in caso di persistente assenza di soluzioni positive, la dichiarazione dello stato di agitazione, insieme con ogni altra utile iniziativa, compresa una manifestazione nazionale che porti in piazza il disagio non più sopportabile delle nostre categorie. Fino a 72 ore di sciopero nazionale entro il mese di novembre 2018».

Oriano Mercante, segretario regionale Anaao Assomed Marche

Il livello delle condizioni di lavoro cui oggi sono costretti medici e dirigenti sanitari dipendenti registra un inarrestabile peggioramento, che sta alimentando la fuga dagli ospedali, non più competitivi nei confronti della sanità privata e di quella convenzionata. Tanto da inquinare la relazione di cura con il paziente, fino a determinare episodi crescenti di aggressività verbale e fisica, quali quelli che si registrano ogni giorno in tutte le aree del Paese.

Migliaia di ore di lavoro non pagate né recuperate, turni senza fine, obblighi di riposo non rispettati, orario di lavoro abusato, ferie accumulate, rischio clinico in crescita esponenziale, burocrazia asfissiante, sono fattori che alimentano la fuga dei medici dal sistema ospedaliero.

Un fenomeno nuovo, che si somma alla gobba previdenziale che nei prossimi 5 anni vedrà in pensione 35.000 dirigenti medici e circa 7.000 dirigenti sanitari (psicologi, farmacisti, biologi, ecc.), un flusso che potrebbe crescere sensibilmente se cambiassero le norme e senza alcuna certezza di rimpiazzo da parte di giovani .

«Nelle Marche – sottolinea Mercante – le priorità sono la stabilizzazione del personale precario e le nuove assunzioni. 600 operatori. I concorsi per Pediatria, Anestesiologia, Medicina e Chirurgia d’urgenza hanno pochissimi partecipanti e questo crea grandi difficoltà. Andrebbero rivisti i criteri per la formazione post laurea e adottate soluzioni che sanino una situazione destinata ad aggravarsi. All’emergenza si risponde con provvedimenti eccezionali».

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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