Ancona – Covid-19, studio sull’efficacia del trattamento con Tocilizumab

Frutto del lavoro di docenti e medici dell'Università Politecnica delle Marche, dell'AOU Ospedali Riuniti di Ancona, Marche Nord Pesaro-Fano, Ospedali di Senigallia e Fabriano, Università di Urbino

Ancona 7 gennaio 2021 – Una importante percentuale di pazienti con severa polmonite da SARS-COV-2 migliora rapidamente dal punto di vista respiratorio dopo l’infusione di Tocilizumab. È in estrema sintesi il risultato di un importante studio, in fase di pubblicazione sul Journal of Internal Medicine, frutto del lavoro di docenti e medici dell’Università Politecnica delle Marche, dell’AOU Ospedali Riuniti di Ancona, Ospedali Riuniti Marche Nord Pesaro-Fano, Ospedale di Senigallia, Ospedale di Fabriano e Università di Urbino, coordinati dal Prof. Armando Gabrielli Ordinario presso il Dipartimento di Scienze Cliniche e Molecolari Clinica Medica dell’Università Politecnica delle Marche.

«L’Università Politecnica delle Marche accoglie con grande soddisfazione la pubblicazione dell’articolo sul Journal of Internal Medicine – afferma il Rettore Prof. Gian Luca GregoriIn questo periodo l’apporto della ricerca scientifica è stato notevole, dimostrando come la scienza sia il motore fondamentale per combattere il SARS-CoV-2 e favorire la salute e il benessere di tutti».

Gian Luca Gregori, Rettore dell’Università politecnica delle Marche

La polmonite multifocale è la causa più frequente di ricovero nelle Unità di Terapia Intensiva (ICU) e della morte dei pazienti con Covid-19. Una delle molecole responsabili di una prognosi infausta è l’IL-6. Il Tocilizumab è un farmaco, un anticorpo monoclonale, che legandosi al recettore dell’IL-6, ne limita l’attività. In questo studio, non randomizzato, ma strutturato secondo i criteri di Simon, gli autori hanno voluto identificare i fattori che predicono una risposta clinica positiva al farmaco Tocilizumab.
Lo studioQuarantasei pazienti con polmonite grave in corso di Covid-19 hanno ricevuto per via endovenosa 8 mg/kg del farmaco Tocilizumab, in un’unica somministrazione, entro 24 ore dal peggioramento clinico. Sette giorni dopo la terapia, ventuno pazienti hanno mostrato un importante miglioramento della situazione respiratoria e nessuno ha avuto necessità di ricovero in terapia intensiva o è deceduto. Questi pazienti erano parte dei 23 pazienti che erano già migliorati dopo 72 ore. I 23 pazienti che non erano invece migliorati a 72 ore erano ancora seriamente compromessi dopo 7 giorni. I pazienti deceduti facevano parte di questo secondo gruppo.

Medici e pazienti in una terapia intensiva

ConclusioniLo studio evidenzia quindi che una importante percentuale di pazienti con severa polmonite da SARS-COV-2 migliora rapidamente dal punto di vista respiratorio dopo l’infusione di Tocilizumab e che i livelli ridotti di IL-6, 24 ore dopo la terapia, correlano con il beneficio clinico. I pazienti che non soddisfano i criteri di miglioramento a 24-72 ore hanno una prognosi peggiore e dovrebbero ricevere una seconda infusione del farmaco Tocilizumab o essere avviati ad altre terapie. Questi dati possono essere utilizzati in studi randomizzati di Fase III per definire la strategia terapeutica ottimale da applicare ai pazienti con polmonite severa in corso di Covid-19.

Titolo: Tocilizumab in Covid-19 interstitial pneumonia
(Journal of Internal Medicine In Press)

Autori:  Pomponio Giovanni; Ferrarini Alessia; Bonifazi Martina; Moretti Marco; Salvi Aldo; Giacometti Andrea; Tavio Marcello; Titolo Giancarlo; Morbidoni Laura; Frausini Gabriele; Onesta Maicol; Amico Donatella; Rocchi Marco; Menzo Stefano; Zuccatosta Lina; Mei Federico; Menditto Vincenzo; Svegliati Silvia; Donati Abele; D’Errico Marcello Mario; Pavani Marianna; Gabrielli Armando.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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