Screening di massa gratuito Covid-19 al PalaSerenelli il 26 gennaio

Prenotazioni a partire dal 19 gennaio. Tutte le modalità

Loreto, 19 gennaio 2021 – Martedì 26 gennaio 2021, presso il Palasport Massimo Serenelli in Via Buffolareccia 2, sarà attivato il progetto della Regione denominato Marche Sicure per uno screening di massa gratuito Covid-19 dalle 08:30-13:30 e 14:30-19:30.

Lo screening, gratuito e su base volontaria, si effettua attraverso il tampone antigenico rapido in grado di rilevare la presenza del virus e di dare un risultato in circa 15-30 minuti. Il test è sicuro e indolore. Lo screening è aperto a tutti i cittadini e tutte le cittadine di età superiore ai 6 anni. I minori devono essere accompagnati da un genitore

Sono escluse dallo screening le persone che:

  1. hanno sintomi che indichino un’infezione da Covid-19 (in questo caso contattare il Medico di Assistenza primaria)
  2. chi è attualmente in malattia per qualsiasi altro motivo
  3. chi è stato positivo al Covid-19 negli ultimi tre mesi
  4. chi è già in quarantena o in isolamento fiduciario
  5. chi ha già prenotato l’esecuzione di un tampone molecolare
  6. chi esegue regolarmente i test per motivi professionali
  7. i minori sotto ai 6 anni
  8. le persone ricoverate nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie comprese le case di riposo pubbliche e private

Per accedere al test occorre esibire la Tessera Sanitaria o un documento d’identità valido.

COME PRENOTARE

Per accedere al servizio sanitario di screening è fortemente consigliato prenotarsi per evitare attese o assembramenti. Anche le persone che non sono riuscite a prenotarsi potranno effettuare il tampone antigenico.

Sarà possibile prenotarsi a partire dal 19 gennaio attraverso il seguente link: Prenotazioni Screening Loreto. Chi non ha accesso a internet, può scegliere la prenotazione telefonica chiamando il numero verde della Protezione Civile 800 947657 con i seguenti orari:

LunedìMartedìMercoledìGiovedìVenerdìSabato
09 – 1209 – 1209 – 1209 – 1209 – 1209 – 12
15 – 1915 – 1915 – 1915 – 1915 – 19

La prenotazione può essere effettuata anche per altri familiari, per esempio figlio, genitori ecc. anche usando la stessa mail e telefono. Per effettuare il tampone serviranno pochi minuti, il risultato del test verrà comunicato dopo circa 20 minuti.

DOCUMENTI DA PORTARE IL GIORNO DEL TEST

Ogni persona il giorno del test dovrà portare con sé il tesserino del codice fiscale (tessera sanitaria) o un documento d’identità. E’ importante arrivare all’appuntamento con il modulo di richiesta del test dell’Asur già compilato.

Il modulo è disponibile al link scaricabile:

https://bussola.s3-eu-west-1.amazonaws.com/684667/ModuloRichiestaTestAntigenicorapidoCOVID_19.pdf

disponibile in formato cartaceo anche presso i municipi di residenza. Si ricorda l’obbligo di indossare la mascherina.

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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