L’eccellenza della Rsa Country Hospital fidardense

Una testimonianza diretta della Sanità che funziona riportata da Maria Lampa

Castelfidardo – Si parla quasi esclusivamente della Sanità che non funziona riportando fatti incresciosi che a volte avvengono  in  qualche struttura   e quasi ci si dimentica di raccontare dei tanti ambiti in cui funziona con efficienza ed ottimi risultati.

Perché allora non portare l’attenzione sull’ottimo funzionamento della Rsa di Castelfidardo, raccontare ciò che ho vissuto e toccato con mano in questi due mesi in cui mia madre vi è stata ricoverata?

Castelfidardo – Il Poliambulatorio

La struttura può ospitare in totale quaranta pazienti anziani  di cui cinque sono quelli ricoverati in regime di country hospital . Il country hospital è un ricovero a tutti gli effetti per persone che non hanno necessità della presenza fissa del medico per urgenze o patologie acute, ma che diversamente non potrebbero essere curati a domicilio, per esempio nel caso in cui ci sia la necessità  di somministrazioni continue di farmaci con flebo o per via endovenosa.

Possono essere ospitati fino ad un massimo di sessanta giorni, sufficienti a recuperare diverse patologie e scompensi vari. Stesso regime vale anche per i ricoverati in Rsa e la durata del ricovero è più elastica soprattutto per il fatto che le patologie trattate hanno necessità di tempi di recupero più prolungati.

Sono i medici di famiglia, che nell’ambito del loro lavoro, visitano quotidianamente i pazienti e questo comporta un notevole risparmio economico rispetto ai costi di una struttura ospedaliera e una maggiore prossimità nell’erogare l’assistenza.

Castelfidardo – Pazienti e inservienti della struttura (foto Vision)

Se i pazienti hanno necessità di esami diagnostici particolari come può essere la risonanza magnetica, tac, colonscopia, o radiografie speciali vengono accompagnati in ambulanza presso i centri ospedalieri specializzati per l’esame e poi riportati in reparto.

I familiari sono parte integrante nel senso che possono partecipare e aiutare il loro caro nei momenti dei pasti o far loro compagnia durante qualsiasi ora della giornata, in base alla disponibilità o al piacere di stare insieme.

Il personale è costituito da infermieri professionali,  e da Oss che offrono la loro competenza in modo egregio e umanamente amichevole.

Usano un linguaggio familiare, scherzano con i pazienti, e nei momenti liberi chiacchierano, interagiscono con i ricoverati e i loro familiari in modo confidenziale diventando essi stessi persone importanti, amici e piacevoli collaboratori per chi è costretto a trattenersi per il periodo necessario alle cure del caso.

In questi due mesi ho avuto modo di conoscere tutto il personale sanitario che ci lavora, ho visto le prestazioni che vengono offerte e l’atteggiamento con cui vengono espletate e in ogni situazione prevale il rapporto umano, la comprensione, il sostegno, l’incoraggiamento, l’ascolto e l’affiancamento al paziente e ai suoi familiari.

Castelfidardo – Maria Lampa, autrice di questa testimonianza

Posso affermare che l’essere chiamati per nome, ricevere un saluto spiritoso, una battuta ironica, un incoraggiamento danno effetti straordinari nel recupero della salute.

In questa struttura non si cura ”il diabete del paziente n….”,   “la tachicardia del letto n…”, “lo scompenso del n.” ecc, ma ci si prende cura di Maria, Firmina, Mario, Alessandro nella totalità della persona, che soffrono della tale patologia,  tenendo in considerazione l’aspetto psicologico, sociale e familiare.

A Castelfidardo è nato da poco un ambulatorio avanzato, altro prezioso supporto per la salute dei cittadini, voluto dai vari medici di famiglia.

Il personale specializzato si occupa di medicazioni, flebo, eliminazione di punti di sutura, trattamenti particolari per persone non ricoverate che diversamente dovrebbero rivolgersi al pronto soccorso di zona, per queste prestazioni.

Ringrazio di cuore tutte le persone dirette e indirette che contribuiscono a far funzionale in modo efficace la struttura Rsa e Country Hospital che accudiscono le persone curandole nel fisico e nel morale!

 

di Maria Lampa


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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