Camerano – Contributi comunali a favore di persone con disabilità

Tutte le tipologie di accesso in base alla legge regionale n.18

Camerano – Le persone in situazione di disabilità (L.R. n.18), possono accedere ai contributi comunali per le spese sostenute nel 2017 per le seguenti tipologie:

Trasporto: vengono ammesse a finanziamento le spese per il trasporto svolto dalla famiglia o dallo stesso disabile con propri mezzi o con mezzi pubblici, esclusivamente per:

  • sedute di riabilitazione presso servizi sanitari delle Aree Vaste dell’ASUR oppure presso centri privati autorizzati e accreditati dal servizio sanitario nazionale e altre tipologie di interventi comunque prescritti da specialisti del servizio sanitario nazionale;
  •  visite specialistiche comprese quelle fuori regione e comunque sul territorio nazionale;
  • frequenza a centri di riabilitazione.

Attività volte al conseguimento dell’integrazione sociale: intese quali attività che rispondono a specifiche esigenze, volte all’integrazione e alla socializzazione delle persone con disabilità, attraverso un contributo sulla spesa annua sostenuta dalla famiglia o dal disabile. Sono comprese anche attività ludiche e sportive.

Acquisto mezzi di trasporto privati per soggetti con handicap motorio gravissimo: è ammessa a contributo la spesa necessaria per l’acquisto di un idoneo mezzo, appositamente attrezzato, per il trasporto del disabile motorio gravissimo che a causa della sua patologia non può essere trasportato all’interno dell’abitacolo di un’autovettura normale. Tale condizione deve essere accertata da un medico specialista della competente Area Vasta dell’ASUR o di un centro privato autorizzato.

Acquisto ed installazione, su un’autovettura normale guidata da terzi, di idonei ausili (sedile girevole, cinghie regolabili speciali, maniglie adattate) che consentano al disabile di essere trasportato in situazione di comfort e sicurezza.

Le domande di contributo devono essere presentate all’Ufficio Protocollo del Comune di Camerano entro le ore 12 del 18 dicembre 2017. I modelli per la domanda sono reperibili sul sito internet del Comune e presso l’Ufficio Servizi Sociali (Tel: 071-7303054/59).
redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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