Prova costume? Proviamo a cambiare costume di vita…

Attenti alle diete fai da te e mordi e fuggi. Meglio una sana e paziente alimentazione

La primavera, momento cult della tanto temuta ‘prova costume’, quest’anno è arrivata tardi (a metà Maggio mangiavamo ancora polenta e salsiccia tanto era freddo). Trasferiamo a giugno le nostre paturnie legate al peso e alla forma fisica. Affidarsi alle diete mordi e fuggi, a quelle solo proteine, solo verdure, solo legumi, alle dissociate, a quelle legate ai gruppi sanguigni e via discorrendo (ma quante ce ne sono!) è un passo da non fare. Mai. Proviamo, invece, con calma e costanza a cambiare costume di vita. Senza rinunciare al gaudente gusto del sapore del cibo. Che ci riempie di gioia.

La prima colazione

So bene che molti la saltano o la fanno al bar. I primi fanno un errore grandissimo e dovrebbero rieducare il loro stomaco a ingerire qualcosa di calorico alla mattina che non sia solo il cucchiaino di zucchero nel caffè. I secondi che stiano attenti agli ingredienti contenuti anche nel più fragrante croissant che spesso ci carica di troppe sostanze estranee, a cominciare dal lievito chimico.

E allora? Frutta fresca di stagione e frutta secca. Confetture e marmellate senza pectina e con poco zucchero aggiunto, meglio di canna. Fette di pane artigianale integrale o biscotti (attenzione agli ingredienti però!) caffè, the, the rosso (lo preferisco). Il latte? Per favore molto poco. Meglio una sana tazza di yogurt bianco. La frutta mettetecela voi. E la spremuta fatela voi. La centrifuga fatela voi! Lo so che chiedo troppo. Ma organizzarsi qualche volta è meno terribile di come sembra.

Metà mattina come metà pomeriggio

Il dottor Mauro Mario Mariani, medico e nutrizionista televisivo Rai1 Linea Bianca che si definisce ‘mangiologo’, consiglia la dieta di Pollicino. Mangiare poco e spesso. Quindi tenete sempre con voi frutta secca che sia uvetta piuttosto che noci o mandorle e frutta fresca. Placano la fame, ci tengono su e ci fanno arrivare a pranzo e a cena sereni.

Il pranzo o cena

Sempre Mariani consiglia di iniziare con una verdura cruda: un’insalata è perfetta, locale, fresca e stagionale. E poi quello che preferite. Un piatto di pasta semintegrale condito con verdure o un risotto, e a cena un pesce pescato grigliato o al forno.

Chiudete con verdura cotta o ortaggi e un pugno di legumi. Ne bastano pochi. Niente frutta dopo pasto. La frutta va mangiata lontana dai pasti. Condite tutto con olio extravergine di oliva della vostra terra. Anche il Professor Franco Berrino, medico, ex direttore del Dipartimento di medicina preventiva dell’istituto nazionale dei tumori di Milano, che ha studiato per 40 anni lo sviluppo delle malattie croniche, rende onore all’extravergine, “ci aiuta a prendere dai cibi il loro meglio”. S

Salate poco e usate di più spezie e erbe aromatiche. Non mescolate mai proteine animali insieme e proteine animali e vegetali. Quindi assumete pesce con verdure, formaggio con verdure, legumi con verdure, carne con verdure. Il tutto circondato da una bella insalata fresca. Che protegge il vostro stomaco e aiuta la digestione.Il pane? Che sia artigianale, lievitato a lungo con pasta madre e meglio da farine non raffinate.

Le regole più banali

È vero, in fondo sono regole molto banali. Quasi scontate. È la piramide della dieta mediterranea che vede cereali, legumi, frutta e verdura alla base e all’apice le carni rossi. Che non devono essere abolite ma mangiate quando è il momento giusto per gustarle con calma. Quando c’è una festa, una ricorrenza. Che siano celebrative e non quotidiane. Ma soprattutto cercate la qualità.

È facile e veloce comprare affettati, salumi e formaggi industriali già confezionati. Cibi pronti. Lo so bene e a volte ci casco anch’io. Ma poi mi pento. Se amate il prosciutto crudo compratelo dalla vostra gastronomia di fiducia. Non fate caso a quanto costa. Ne mangerete una fetta di meno.

I conti della spesa

Seguendo un intelligente costume di vita ci guadagna anche il nostro portafoglio. Perché saremo sempre più avvezzi a comprare poco e spesso. Come il Pollicino di cui sopra. Fate sì di avere nel frigorifero il minimo indispensabile, per evitare sprechi e soprattutto non riempire troppo il congelatore, che è diventato la nostra fonte di sostentamento settimanale. Apritelo e contate un po’ quanti pasti potreste preparare?

Le trasgressioni da fare

Una volta abituati ad una alimentazione ben ragionata trasgredire sarà un piacere unico. Che sia una pizza lievitata fino alla fine con farce di fantasia, che sia una Sacher o un Millefoglie. Che sia un gelato artigianale. E poi non abbandonate mai la vostra piccola porzione di cioccolato fondente quotidiana. Farà godere il palato e l’umore.

Il tutto va accompagnato ad un movimento giornaliero costante. Anche le rampe di scale per tornare a casa hanno un senso. Fare due passi in più. Ci sono centri benessere gestiti da persone molto competenti. Yoga, Pilates, anche solo una bella nuotata in piscina.

Questa è la stagione giusta per provare a cambiare costume di vita. Ci sono meloni, angurie, pesche e albicocche. Tanti ortaggi e verdure. Pesce pescato dell’Adriatico (riprenderemo a breve).
C’è il mare per nuotare. La spiaggia per passeggiare. Le montagne per pedalare.
E se vi ho fatto la predica. Perdonatemi. Nello scrivere, statene certi, l’ho fatta anche a me.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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