Prendersi cura degli anziani: quattro incontri online

Il ciclo organizzato da Cna Pensionati di Ancona e Macerata assieme all’istituto Inrca, Car.Ma Caregiver Marche e Sanidoc

Ancona, 4 maggio 2021 – Mai come in questo ultimo anno ci siamo accorti dell’importanza e della professionalità necessari per prendersi cura delle persone più fragili, gli anziani. La pandemia da Covid-19 ha infatti mostrato la carenza di conoscenze e competenze nell’ambito della cura delle persone più mature. Familiari e caregiver sono diventati, per un’intera e popolosa fascia di persone, ancora di più elementi centrali e indispensabili.

Con l’obiettivo di fornire strumenti e conoscenze concrete per questo preziosissimo ambito sociale, CNA Pensionati di Ancona e Macerata assieme all’istituto Inrca, Car.Ma Caregiver Marche e Sanidoc, organizzano un ciclo di incontri online su temi dell’invecchiamento dedicati a familiari e caregiver.

Il programma

Si parte il 6 maggio con un incontro dal titolo “Nutrizione ed Alimentazione” tenuto dal dott. Luigi Lanari dell’unità operativa malattie metaboliche e diabetologia;

il 13 maggio si affronterà il tema Come gestire un familiare con demenza. Relatori le psicologhe, dottoressa Patrizia Civerchia e dottoressa Lucia Paciaroni (Inrca),

il 20 maggio si parlerà di Gestione quotidiana del familiare allettato con il dott. Paolo Marinelli, dirigente dipartimento professioni sanitarie Inrca;

infine il 27 maggio Risorse online (su web e social) per il supporto ai caregiver informali di persone non autosufficienti o anziane. Un incontro diretto dalle dottoresse Flavia Piccinini e Sabrina Quattrini del Centro Studi ricerche economico-sociali per l’invecchiamento Ircss-Inrca di Ancona.

Tutti gli incontri, online, si svolgeranno alle ore 17.00. La partecipazione è gratuita previa iscrizione. Info: Cna Ancona – msantoni@an.cna.it, 0731 712154; Sanidoc – info@sanidoc.it, 348 6011391

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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