Ancona – Raccolta farmaci per indigenti

Nell’ambito del progetto Farmaco Amico promosso da Comune di Ancona, Banco Farmaceutico, Rotary Club Ancona Conero e Ordine dei Farmacisti Provinciale

Ancona, 21 novembre 2018Dal gennaio 2014, l’Amministrazione comunale di Ancona ha avviato un processo di coinvolgimento e coordinamento delle agenzie del terzo settore già attive localmente e sul territorio regionale, facendosi promotrice della costituzione di una rete “attiva” denominata ANCONA CITTA’… IN COMUNE impegnata a costruire un circuito di solidarietà, cooperazione e confronto.

Farmaco Amico”

Tra i laboratori (Azione 4) è stato inserito Farmaco Amico, un progetto che vede in rete Comune di Ancona, Banco Farmaceutico, Rotary Club Ancona Conero e Ordine dei Farmacisti Provinciale.

Con il progetto si intende raccogliere farmaci in corso di validità per offrire una risposta a persone indigenti, che sono fuori dai circuiti del Servizio Sanitario nazionale e/o che non possono procurarsi i farmaci per gravi situazioni socio-economiche, assicurando il miglioramento della qualità della vita a persone in situazione di bisogno.

Ancona – La presentazione del progetto Farmaco Amico

Come si articola “Farmaco Amico”?  Attraverso la raccolta e la redistribuzione di farmaci in corso di validità, correttamente conservati e le cui confezioni siano ancora integre, in possesso dei cittadini che intendono donarle per finalità di solidarietà e di assistenza.

Tale progetto è reso possibile anche grazie all’accordo di collaborazione del luglio 2018 tra Fondazione Banco Farmaceutico Onlus e Intesa Sanpaolo che con il Programma “Sistema di Solidarietà Nazionale dei Farmaci”, ha permesso il rafforzamento dell’attività del Banco dove questo è già operante e l’attivazione di nuovi centri di raccolta e distribuzione di farmaci in nuove città tra le quali, appunto, Ancona.

 Gli obiettivi generali del  progetto sono:

  • miglioramento dello stato di salute della popolazione indigente del Comune di Ancona attraverso la lotta alla povertà sanitaria.
  • Risparmio della spesa sanitaria dovuta a farmaci.
  • Riduzione dell’inquinamento da farmaci e riduzione della spesa per lo smaltimento dei farmaci scaduti e realizzando inoltre un significativo risparmio delle risorse.

Sono esclusi farmaci appartenenti alle seguenti categorie:

  • tabelle dei medicinali e delle sostanze stupefacenti e psicotrope (D.L. n.36 del 2014),
  • farmaci ospedalieri (fascia H);
  • farmaci da conservare a temperature controllate (catena del freddo);
  • farmaci che contengono principi attivi vietati per motivi legati alla salute pubblica.

Il progetto sarà attuato in via sperimentale e saranno coinvolte sette farmacie della città di Ancona e una fuori Comune:

Farmacia San Giorgio (via Giannelli Ancona);

Farmacia Tomassini (Aspio Ancona);

Farmacia Sciarrillo (via Ascoli Piceno 23, Ancona);

Farmacia Palmieri e Gaffuri (c.so Garibaldi 62, Ancona);

Farmacia Dubbini (c.so Amendola 26 Ancona);

Farmacia Valla (C.so Garibaldi Ancona);

Farmacia Dorica Settimi (Via dell’Industria 4)

Farmacia Mannucci ( Via G. Galilei 2 Falconara Marittima)

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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