Castelfidardo – Mauro Mario Mariani da Amaranto’s

Presentazione del libro “Il TAO dell’alimentazione”

Castelfidardo – Nell’accattivante ed accogliente cornice del ristorante Amaranto’s (via Adriatica 28, SS16 km 318,6, 60022 Castelfidardo), l’Angiologo Mauro Mario Mariani ha presentato al pubblico la sua ultima fatica letteraria: “Il TAO dell’alimentazione”, per i tipi di Capponi Editore.

Il libro dell’Angiologo Mauro Mario Mariani, Il TAO dell’alimentazione

La serata è stata organizzata dai titolari del ristorante Amaranto’s, la marchigiana Mara Palanca e suo marito lo chef pugliese Antonio Di Guglielmo; da Carla Latini titolare del pastificio 600.27 e dall’azienda vitivinicola di Montecappone di Gianluca Mirizzi.

Castelfidardo – I titolari del ristorante Amaranto’s: Mara Palanca e lo chef Antonio Di Guglielmo

Dal momento che il libro affronta tematiche tutte incentrate sull’alimentazione, sul cibo e il mangiare sano non poteva esserci migliore location. Anche perché al termine della lunga chiacchierata dell’Angiologo ascolano, gli spettatori sono passati ai tavoli del ristorante per gustare un menù preparato proprio su indicazioni di Mariani, mettendone in pratica la filosofia.

Il sindaco di Castelfidardo Roberto Ascani e l’assessore alla Cultura e Turismo Ruben Cittadini

Oltre agli sponsor già citati, hanno presenziato il sindaco di Castelfidardo Roberto Ascani; l’assessore alla Cultura e Turismo Ruben Cittadini e il Giudice onorario del Tribunale dei minori di Ancona, Laura Cavasassi.

 

Castelfidardo – Carla Latini e Laura Cavasassi

Mauro Mario Mariani, che prima d’essere medico è uomo, marito e padre, ha deliziato e spaventato (è proprio il caso di dirlo), la numerosa platea intervenuta. Il suo TAO dell’alimentazione è un libro: «frutto di venticinque anni di studi, ricerche, esperienze cliniche ed emozioni, ma soprattutto di scelte – come lui stesso lo definisce – Nel TAO dell’Alimentazione il cibo non assume mai sfumature di grigio, ma è bianco o nero, fa bene o fa male, ti difende o ti nuoce».

Infatti, Mariani ce l’ha sì a morte con i fumatori: «Ho perso due familiari a causa del fumo» ha spiegato; ma, soprattutto, ce l’ha con chi si nutre con il cibo spazzatura e quello trasformato: «Evitate tutto ciò che è cibo industriale – ha sottolineato – produrlo in quantità enormi genera disturbi inimmaginabili».

Castelfidardo – L’Angiologo ascolano Mauro Mario Mariani

Ce l’ha con le industrie che utilizzano l’olio di palma, con chi mangia il pane, la carne, il latte, i fritti. Per uno che ammette: «Da Angiologo sono diventato Mangiologo», sembra quasi un paradosso invece, ad ascoltarlo, ha ragione lui. Perché a supporto delle sue tesi porta fatti, ricerche scientifiche e statistiche vissute tutte sulla propria pelle in 25 anni di professione.

Ci è piaciuta la sua affermazione: «Un altro mondo è possibile», intendendo che è possibile cibarsi in modo diverso e molto più salutare rispetto a come siamo abituati. Basta volerlo e volersi bene.

Il Dott. Mauro Mario Mariani, Medico Chirurgo, è Specialista in Angiologia. 

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, è esperto in Terapia Chelante e Stress Ossidativo. Ha basato la sua attività sull’importanza dell’alimentazione, da “Angiologo” è diventato “Mangiologo”. È diplomato in omeopatia, omotossicologia e discipline integrate ed è docente di Nutrizione Biologica presso la scuola dell’AMIOT – Associazione Medica Italiana di Omotossicologia. Nel 2009 l’evoluzione dei suoi studi e ricerche ha fatto sì che nascesse un Metodo, da lui denominato 3EMME: Mantenimento Massa Magra, diffuso a livello nazionale e praticato da decine di nutrizionisti da lui formati. Dal 2008 è Nutrizionista in trasmissioni televisive Rai: Porta a Porta, Linea Verde, Cose dell’altro Geo, E se domani, Uno mattina, Linea Bianca e Buongiorno Benessere.

“Comunicare Salute” è la mission che lo porta a partecipare, a lezioni, seminari ed incontri pubblici, nelle scuole e nei teatri d’Italia.

Castelfidardo – Un pubblico attento e partecipante ha seguito la presentazione-spettacolo di Mauro Mario Mariani

Il TAO dell’alimentazione può essere acquistato presso l’editore, o nei seguenti punti vendita:

FARMACIA DELLE APUANE – MODENA CARRARA

FARMACIA SALVI – CORROPOLI (TE)

FARMACIA FORTUNA – Oasi centro commerciale ASCOLI PICENO

ERBORISTERIA ESSENZA – OSIMO

LIBRERIA ALEPH – CASTELFIDARDO

PARAFARMACIA MOSCONI – LATINA


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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