A Castelfidardo si è parlato di sana alimentazione con Sonia Bolognesi

In occasione della "Giornata nazionale dedicata alla salute della donna". All’incontro è seguita la camminata di Salute in cammino che salterà quella del 30 aprile per riprendere lunedì 7 maggio

Castelfidardo – Lunedì 23 aprile, nell’ambito della Giornata nazionale dedicata alla salute della donna ed all’interno dell’azione Gli appuntamenti della salute e delle attività del progetto Salute in cammino si è parlato di corretti stili di vita e dell’importanza di una salutare alimentazione.

L’iniziativa è stata organizzata dall’Unione Sportiva Acli Marche e dalla locale Amministrazione comunale ed è stata realizzata grazie anche ad un contributo offerto dalla Susan G. Komen Italia.

Castelfidardo – L’incontro con la dottoressa Sonia Bolognesi prima della solita camminata della Salute

Nel corso dell’incontro è stata la dottoressa Sonia Bolognesi, biologo nutrizionista, a raccomandare ai partecipanti d’incrementare l’attività fisica e ad alimentarsi in maniera corretta prediligendo cibi sani, magari provenienti dal nostro territorio .

Al termine dell’incontro con la nutrizionista, che ha coinvolto l’attenzione dei partecipanti ricevendo numerose domande ed approfondendo vari argomenti, si è svolta la consueta camminata della durata di un’ora con un percorso di circa 5 chilometri sotto la guida del prof. Massimiliano Strappato, utile a contrastare quelle patologie che sono strettamente connesse all’inattività fisica come il diabete, le malattie cardiovascolari, il tumore al seno ed al colon.

In concomitanza con il ponte del primo maggio la camminata del 30 aprile non ci sarà. Il prossimo appuntamento con “Salute in cammino” a Castelfidardo è previsto per lunedì 7 maggio.

La partecipazione al progetto ed alle varie iniziative è gratuita.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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