Copertura economica per disoccupati

In questo articolo si descrivono le nuove modalità di liquidazione delle prestazioni a sostegno del reddito erogate dall’INPS ai soggetti disoccupati: se non si allega all’INPS il modello SR163 il PAGAMENTO DELLA NASPI (copertura economica per i disoccupati), RESTA BLOCCATO. 

Che cosa cambia?

Con il messaggio n. 1652 del 14 aprile scorso l’Inps ha fornito nuove indicazioni operative su come ottenere il pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito. Se si vuole ottenere Il pagamento della NASPI, è quindi necessario compilare l’apposito modello SR163.

Moltissime, sono in questi giorni, le segnalazioni di richieste di integrazione da parte dell’Ente per pratiche già inviate, ma che in fase di istruttoria vengono sospese in attesa dell’integrazione di questo modello.

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Paradossalmente (per quello che si è rilevato tutt’oggi) la procedura di caricamento sul sito dell’INPS (utilizzabile dai cittadini dotati di PIN dispositivo) non fa alcuna menzione della necessità di allegare questo modello. Risultato: chi pensava di aver caricato correttamente la propria domanda e confidava magari in una rapida liquidazione della stessa, sta ricevendo o riceverà dall’Ente una lettera o un sms con la richiesta di integrazione con il modello SR163.

Qual è la ratio di questa procedura?

La ratio di questa richiesta, spiega il messaggio dell’INPS, è quella di evitare il rischio di pagamenti abusivi e non dovuti, in special modo nel caso di conti correnti, libretti di risparmio o carte ricaricabili dotate di IBAN,  intestati a persone diverse dai beneficiari della prestazione a sostegno del reddito.

Dove si trova e come si compila il modello SR163? 

Il modello è reperibile nel sito dell’INPS e va compilato con le accortezze che sono descritte di seguito.

E’ necessario specificare la modalità di pagamento, già indicata nella domanda del servizio (bonifico domiciliato Vs appoggio su conto di credito).

Nel caso sia scelto l’appoggio sul conto è necessario compilare i dati di riferimento dell’Agenzia o Filiale dell’Istituto di credito – Ufficio Postale, il codice IBAN, con data, timbro e firma del funzionario del competenze sportello bancario/postale.

Proprio così, nonostante il PIN dispositivo già accerti l’identità del cittadino, l’INPS ha deciso al fine di incrementare la sicurezza e contro i frequenti abusi del passato, di irrigidire la procedura e pretendere oltre alla compilazione del modello SR163 anche l’apposizione di un timbro e della firma dell’operatore dello sportello a riprova della validità dei dati inseriti, pena il non pagamento della NASPI.

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Ma cosa fare nel caso di un conto corrente o carte prepagate accese presso banche online che non hanno sportelli fisici?

L’INPS, in questi casi non richiede il timbro e la firma dell’operatore (e ci mancherebbe!) ma ritiene sufficiente l’allegazione nella domanda di Naspi della stampa/print screen rilasciata on line dalla procedura di collegamento al conto, affinché si deduca chi ne è il titolare. D’altra parte in questa ipotesi il modulo SR163 non potrebbe essere materialmente sottoscritto da un funzionario della Banca.

Come provvedere alla consegna del modello?

Premesso che è sempre necessario allegare anche copia del documento di riconoscimento, le alternative sono le seguenti:

  • caricare il modello SR163 contestualmente alla domanda di NASPI cliccando il pulsante “allegati” al termine della procedura online (se si sceglie di utilizzare il PIN del cittadino);
  • recarsi presso un Patronato abilitato e consegnare all’operatore il modello SR163 validato;
  • recarsi personalmente alla sede INPS competente per territorio e consegnare il modulo di persona;
  • allegare il modulo SR163 con PEC alla casella certificata della sede INPS competente
  • Se il cittadino non possiede una PEC, il modulo SR163 può esser inoltrato via mail ordinaria, scrivendo alla casella istituzionale delle Prestazioni a sostegno del reddito della sede Inps competente per territorio.

Il testo del messaggio dell’INPS ricorda infine la necessità di conservare la documentazione in originale, in caso di successivi controlli da parte dell’Istituto.

Va da sé che se si sta già godendo della prestazione NASPI ma si cambia il canale di appoggio, sarà necessario utilizzare il modulo SR163 anche in questa ipotesi con le medesime modalità di ricezione elencate.

M.M.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Crisi di Governo e disobbedienza dei ristoranti

Venerdì 15 gennaio migliaia di locali in mezza Italia rialzano le saracinesche


Camerano – 14 gennaio 2021 – Devo smentire me stesso. Due giorni fa, da questo stesso spazio, avevo scritto: “Il Governo Conte 2 sta per crollare sotto la mannaia renziana di un’Italia Viva che con due Ministre e una insignificante manciata di voti si permette il lusso di volerne decidere le sorti. Probabilmente è un bluff, alla fine Renzi dimostrerà di non avere le palle per andare fino in fondo. Incasserà il massimo possibile e troverà le giuste scuse per lasciare le Ministre dove stanno. Ovviamente, il tutto all’insegna del bene dell’Italia e degli italiani” (Corriere del Conero, Il caos agitato della pandemia, 12 gennaio 2021)

I fatti, dopo 48 ore, hanno dimostrato che mi sbagliavo: Matteo Renzi, ieri, (foto) ha ritirato le due Ministre di Italia Viva aprendo, di fatto, la crisi di governo e sfidando apertamente il premier Giuseppe Conte alle uniche due alternative possibili: dimettersi o andare in Parlamento a cercare i numeri per una maggioranza che, allo stato attuale, non esiste. Ma in politica, specialmente in Italia, mai dire mai: troppi salti del grillo e della quaglia, troppi passi all’indietro a mo’ dei gamberi.

Dunque, smentendomi piacevolmente, Matteo Renzi le palle ha dimostrato d’averle, eccome! Ma pure tanto coraggio che, in questo tempo di pandemia, per il PD e i 5 Stelle viene considerato pazzia pura: “Con il Paese in grave difficoltà per via del Covid, le terapie intensive affollate, i contagi che continuano a crescere, i ristori da designare, la campagna vaccinale appena partita da gestire, aprire una crisi di governo è pura follia”, è il loro mantra.

Ha ragione Renzi, o hanno ragione loro? A guardarla dall’esterno, avrebbero ragione entrambi. Renzi, perché quel che chiede, e non stiamo qui a ribadirlo, è sacrosanto, concreto e rispondente al vero; PD e 5 Stelle perché, per come è messo il Paese in questa fase, non si può perdere tempo in litigi politici e partitici quando invece andrebbe speso tutto nel gestire e risolvere i problemi pandemici a livello sociale, sanitario, economico, lavorativo.

Certo è che il quadro, nel suo insieme, al momento è un miscuglio di colori indecifrabili e il titolo del mio editoriale di due giorni fa: “il caos agitato della pandemia”, lo descrive benissimo. Il presidente Mattarella ha fretta di risolvere la crisi, profondamente consapevole dei guasti che produrrebbe al Paese se dovesse prolungarsi oltre misura. Renzi, viaggia a muso duro e in punta di unghie sul filo della lama di un rasoio: potrebbe incassare parecchio o sparire del tutto. Il centrodestra non fa sconti e vorrebbe subito elezioni anticipate. Il Premier, dopo aver accentrato ogni decisione e alzato muri intorno a sé, o riesce nella magia di mettere in piedi un Conte ter o dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.

Tutto questo mentre il Paese, esausto, sfinito, sfiduciato e impaurito, non ne può più. E arrivano le prime ribellioni serie. Domani, venerdì 15, nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, migliaia di ristoratori hanno deciso per la disobbedienza totale ai Dpcm contiani e, costi-quel-che-costi-ormai-chi-se-ne-frega, rialzeranno le saracinesche dei loro locali senza più limiti d’orario. Pur rispettando tutte le direttive su distanziamento, sanificazione, mascherine e via dicendo. Mentre i politici a Roma litigano, gli italiani dell’Italia reale e in sofferenza reagiscono come possono e si ribellano. Non per salvarsi la poltrona, ma per salvarsi la vita.

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