In questa rubrica pubblicheremo periodicamente la classifica dei libri di narrativa più venduti nella nostra zona, oltre a recensioni dei romanzi più letti. Grazie alla collaborazione di librerie specializzate presenteremo le ultime novità e ve le riassumeremo in diretta. Volete conoscere qualcosa di più di un romanzo che intendete acquistare o leggere? Scriveteci in redazione citando la rubrica, faremo di tutto per accontentarvi: redazione@corrieredelconero.it

Oriana Fallaci: solo io posso scrivere la mia storia

RUBRICA LIBRI & CONSIGLI

CLASSIFICA* NARRATIVA aggiornata al 30 novembre 2016

1L’arte di essere fragiliAlessandro D’aveniaMondadori
2La paranza dei bambiniRoberto SavianoFeltrinelli
3GiuliaMoreno GiannattasioSan Paolo
4Harry Potter e la maledizione…J.K. RowilngSalani
5I Medici. Una dinastia al potereMatteo StrukulNewton
6Fatto in casa da BenedettaBenedetta RossiMondadori
7La ragazza del trenoPaula HawkinsPiemme
8L’estateGianrico CarofiglioEinaudi
9Solo io posso scrivere la mia storiaOriana FallaciRizzoli
10La cappella di famiglia e altre storieAndrea CamilleriSellerio

 

davenia

La nota

A distanza di quindici giorni dalla precedente classifica, L’arte di essere fragili di Alessandro D’Avenia resiste al primo posto. Segno che piace ai lettori. Per la gioia di Feltrinelli (e dell’autore), Roberto Saviano sale dal quinto al secondo posto con il suo: La paranza dei bambini.

Moreno Giannattasio, con Giulia, sale prepotente al terzo posto. E questo c’inorgoglisce non poco: Moreno, oltre a collaborare a questa rubrica, è titolare della libreria Halep di Castelfidardo. Come a dire, vivere la letteratura a 360 gradi. Non è certo una soddisfazione da poco, per lui, stare davanti alla Rowling e a Harry Potter. Complimenti da tutta la redazione di Corriere del Conero!

Ultima nota: escono di classifica, dopo una brevissima apparizione, sia la Modignani che Wilbur Smith. Forse, non tutte le ciambelle riescono col buco
*La classifica è redatta in base ai dati forniti dalle seguenti librerie:

in Mondadori Grotte Center – Camerano

tel. 071959525

mail: mondadoricamerano@libero.it

Il Mercante di Storie Osimo

tel. 071 723 2065

mail: ilmercantedistorie@live.it

Libreria Aleph Castelfidardo

tel. 071 7825248

mail: librerialeph@gmail.com

RECENSIONE 1

 

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  1. Fallaci Oriana, “Solo io posso scrivere la mia storia”, Rizzoli

“UN RITRATTO CONFIDENZIALE

Mi sono chiesta fino a che punto questa autrice così gelosa della propria vita privata e al contempo costantemente impegnata nella costruzione del proprio personaggio, avrebbe apprezzato questo tipo di “ritratto confidenziale” non autorizzato.

Mi sono accostata a questo libro con notevole deferenza e forse con un po’ di imbarazzo, come quando si spia una scena familiare dalla finestra aperta di un appartamento che dà sulla via principale. La Fallaci avrebbe tirato la tenda con aria piuttosto scocciata.

Poco importa ormai però. Quello che ha lasciato lo abbiamo fatto nostro, tutti noi che abbiamo amato la sua figura di donna intrepida, sempre in fremente movimento, sempre affamata di vita.

Questo libro è un album di istantanee che percorrono quasi tutta la sua vita; immagini fermate sulla carta con l’intrepida schiettezza di chi, tutto sommato, ha fatto della sua vita la sua più grande opera, mai realmente compiuta, mai pronta per accogliere la parola “fine”.

La troviamo ragazzina, dentro una chiesa, sotto i bombardamenti ma sempre accanto al padre partigiano. Le viene detto di non piangere: non ne sarà mai più capace. La ritroviamo poi sui banchi di scuola, impegnata nell’esame di maturità. Studentessa modello e già donna scomoda per le proprie idee e per la sua continua voglia di lanciarle nel mondo. Fece discutere di sé anche in quell’occasione.

Questa raccolta di suoi scritti personali e di estratti di altre opere è quanto di più “completo” si possa aspirare ad avere come primo approccio con questa poliedrica autrice o come emotivo approfondimento. Qui troviamo la genesi delle sue opere, la relazione con Panagulis, il rifiuto per l’istituzione del matrimonio e la voglia di essere madre. Questo libro è l’eredità di una grande donna che ha saputo battersi e ispirare molte donne alla libertà personale. Incredibilmente attuale nelle sue lotte per l’emancipazione femminile e per la difesa di quei diritti, come il divorzio e l’aborto (dei quali però specifica non avrebbe mai avuto bisogno né ne avrebbe mai usufruito), per tutti coloro che mai ne avessero avuto bisogno. Qui c’è racchiuso il suo “rapporto” con la guerra, il suo amore per la vita e la sua incapacità di concepire la morte come processo naturale.

Questa pagine sono una riflessione accorata e un invito e al contempo un invito alla riflessione.

Lo consiglio ad ogni uomo, donna o giovane che abbia voglia di confrontarsi con una delle più grandi personalità del nostro secolo”

A cura di Pandora, staff della libreria Mondadori del Grotte Center di Camerano

RECENSIONE 2

 

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2: LA LUNGA NOTTE DEL DOTTOR GALVAN

DANIEL PENNAC , FELTRINELLI 2005

A quasi vent’anni dall’anniversario della notte che ha cambiato per sempre la sua vita, Gèrard Galvan, come un moderno Vecchio Marinaio si appresta a raccontare la sua storia:

“Ha un momento? Le dovrebbe interessare, visto che mi hanno detto che fa lo scrittore.”

Ci ritroviamo così catapultati indietro nel tempo, in una frenetica notte al pronto soccorso della clinica universitaria Postel – Couperin. Possiamo immaginare le porte che si aprono e richiudono continuamente; persone che entrano spaventate, le voci concitate nella richiesta di aiuto; l’odore di disinfettante; gli sguardi stanchi di chi aspetta da ore e si lamenta del sistema sanitario col proprio vicino.

Il giovane dottor Galvan, si destreggia tra automobilisti, sbronzi, attacchi epilettici, donne picchiate. E sogna il suo biglietto da visita: semplice, discreto, rispettabile; il segno distintivo di una vita quasi perfetta, una famiglia di medici alle spalle, una fidanzata bella (tranne per quel suo piccolo problema di digrignare i denti nel sonno) e un futuro brillante da barone della medicina. Perché, a quanto pare, per il Dottor Galvan, un buon biglietto da visita, è tutto.

All’improvviso, un paziente apparentemente anonimo lasciato ad attendere per ore, che non si sentiva molto bene, ma neanche troppo male (pensa il nostro protagonista) cade a terra con un tonfo sbattendo la testa.  Ed ecco che il sipario si alza sulla vita del giovane dottor Galvan e ha inizio la sua  estenuante epopea notturna  per salvare un uomo che, in poche ore, sembra manifestare uno dietro l’altro i sintomi più disparati. Una folle corsa,a volte in senso letterale:

“Hai fatto di nuovo lubrificare le ruote delle barelle, Galvan?”

tra i reparti dell’ospedale, passando da uno specialista all’altro fino alla straordinaria e assurda verità. Arricchito da scenette rocambolesche degne di Buster Keaton questo racconto di Daniel Pennac vi regalerà un paio d’ore piacevoli, strappandovi risate ma anche riflessioni sulla medicina, la vita e il fatto che a volte basta una sola notte per cambiarla completamente.

Elena Pigliacampo collaboratrice della libreria Il mercante di storie

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

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