Invitiamo i lettori ad interagire con questa rubrica.
Scrivete a Carla Latini (redazione@corrieredelconero.it), ponetele i vostri quesiti culinari; informazioni su ricette, sui professionisti del settore, sulle sane abitudini da seguire a tavola. Soddisferemo ogni richiesta.

Il Natale profuma di arance, mandarini, brodo e ricordi affettuosi

RUBRICA CUCINA & BONTON

Ricordare è un piacere unico. A Natale trova spazio, sgomitando con grazia, la bimba che è in me.
Mi ritrovo ad annusare il profumo delle bucce delle arance e dei mandarini messe ad essiccare accanto al camino o, in mancanza di quello, sul termosifone.  Chiudete gli occhi e immaginate. È Natale.
Non voglio entrare nel merito del profondo significato mistico di questi giorni, giorni che fanno riflettere. Ma voglio provare a farvi sentire il calore dei preparativi. La gioia di condividere.

La festa più bella, per me, è la Vigilia. Qualcuno la onora, qualcuno aspetta il 25, qualcun altro la cena del 25. Sarete tanti? Siete in pochi ma buoni? Siete pochi poi tanti? Avete un tavolo lungo o tondo? Volete fare un buffet natalizio itinerante che passi di casa in casa? O che sia fisso a casa vostra come in un grand’hotel?

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L’atmosfera giusta e i regali

Ovunque voi siate è tassativo ci siano albero e presepe. Li vorremmo tutto l’anno, vero?
Quelle lucine intermittenti, quell’odore di muschio che piace tanto al gatto; o le solite canzoni di sottofondo, che siate dal dentista o al supermercato, accendono sorrisi spontanei.
Prima di tutto dobbiamo pensare ai regali. Utili? Si vanno bene anche utili ma togliersi qualche sfizio, ogni tanto, fa bene alla nostra autostima. Quindi regalate, con entusiasmo, un fondotinta coprente a vostra suocera che non si trucca mai, una mantella/poncho poco pratica ma bellissima a vostra figlia, tanti giocattoli per sentire i vostri bimbi dire wow!  E un cesto di prodotti artigianali marchigiani, in cui pescare.
Il centro tavola

Un occhio di riguardo va al centro tavola. Durante le feste è un cult. Che sia ‘natura morta’ però.
Mi spiego meglio. Non amo né fiori né piante. Intendo a tavola mentre si mangia. Adoro i fiori ma su una credenza più in là. E le piante a terra o in alto, fuori o dentro ma non sulla tovaglia delle feste.
Una splendida composizione fatta di melograni, frutta secca, pigne, ghirlande, insomma le decorazioni tradizionali sono sempre un’ottima scelta. Una bella ceramica, una scultura d’effetto  a tema sarebbero un’idea. Oppure, ed io lo preferisco, il vostro centro tavola sarà ‘mangiabile’. Tipo panini tondi al sesamo, ai girasoli, alle noci, alle mandorle, ai pinoli ecc… sistemati a piramide.  Piano piano, mangiando l’antipasto, il vostro centro tavola scomparirà per essere sostituito da una zuppiera, la più bella che avete in casa, colma di brodo, ricca di tortellini o di polpettine, cardi e stracciatella circondata da un succulento bollito.
Possono mancare il brodo ed il bollito a Natale?

Un'idea per il centrotavola
Un’idea per il centrotavola

La sera della Vigilia

Ma torniamo alla Vigilia. I menu delle feste devono essere i più classici dei classici.
Con un paio, forse tre novità, se vi va. La Vigilia comincia con un’insalata di mare e se vogliamo un piatto nuovo facciamola con gamberi, arance e finocchi. Seguono spaghetti con le vongole o, meglio ancora, bucatini con molliche e alici. Nelle nostre campagne le alici venivano sostituite con le noci. Baccalà o stoccafisso, sta a voi la scelta, cucinato come tradizione comanda oppure grigliato sulle braci del camino. Ognuno cucinerà il suo pezzo. Si fa per stare insieme e sarà bello farlo insieme.
La Vigilia si conclude con un panettone e un pandoro. Che siano artigianali e non industriali!

Insalata gamberi, arance, finocchi
Insalata gamberi, arance, finocchi

La giornata di Natale

I regali sotto l’albero? Che abbiate 80 o 3 anni si aprono tutti insieme, come nei film americani.
La sera del 24 prima di uscire o di giocare a tombola. La mattina del 25, in pigiama, davanti ad un cappuccino o un tè fumante finendo panettone e pandoro della sera prima.
Intanto, in cucina, qualcuno starà già lavorando.

Il brodo borbotta, il minipimer monta la maionese, il forno accarezza la galantina di faraona.
Una gentilezza per gli ospiti sono i segnaposto da portare a casa. In questo periodo mi piacciono molto quelli gastronomici. Che siano mini confetture, mini extravergine, mini balsamici, mini sacchetti di lenticchie, cioccolatini sfusi vari, torroncini. Fanno festa. Lasciano un ricordo.
I nostri panini tondi, il nostro albero di Natale edibile al centro della tavola, sarà divorato con l’antipasto.

Salumi, formaggi, olive condite,  ortaggi sott’olio, se volete restare legati all’italianità.
Oppure insalata russa, crocchette di verdure, quiche salate, sformati morbidi e gaudenti con cavolo bianco e broccoli
vi permetteranno di cominciare senza appesantirvi. Ma è Natale e appesantirsi è quasi un obbligo. Fate attenzione ad allentate le tensioni. Spesso ci si rivede, sorelle, fratelli, figli, nipoti, parenti, dopo tanto tempo e per poco tempo. Il cibo contribuisce ad abbassare i toni ma, a volte, i toni si alzano.

Bucatini con la mollica
Bucatini con la mollica

Un aromatico brodo caldo nella zuppiera più bella farà tornare la calma e il buonumore. Provate a grattugiare sul vostro brodo un po’ di noce moscata al posto del parmigiano. È ottima.
Il bollito, ognuno a casa ha il suo preferito, che sia di cappone, pollo, faraona, manzo, lingua ecc… va accompagnato con dell’ottimo extravergine, del pepe a mulinello e delle salse varie.
Ho provato quella fatta con gli spaccasassi e ve la consiglio.
Insalata mista croccante, verdure cotte a vapore non devono mancare mai.
Se nella vostra famiglia ci sono persone che hanno fatto ‘scelte di vita’ alternative potete servire, accanto al brodo, una lasagna vegana fatta con farina e acqua, besciamella vegetale, funghi, piselli, cime di rape e zucchine. Accompagnate la galantina con un grande piatto di legumi misti legati dalla curcuma e dalla cottura risottata e da spiedini di frutta come uva, cacomela, mela e pera serviti con una riduzione di aceto balsamico tradizionale.

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Ed ora, prima di tirare fuori la tombola o le carte (farà bene a tutti giocare!) è il momento del dolce.
Consiglio una mousse, un dolce al cucchiaio.  Che sia al cioccolato, al pistacchio, all’arancia. Come preferite.
Oppure sarà dolce finire con un gelato. Tante creme miste ed una ‘alcolica’ zuppa inglese.
A proposito di alcool, che ci beviamo? Bollicine la sera della Vigilia a tutto pasto. Che sia Verdicchio o Passerina. A Natale, con un menu così articolato, comincerei con un Verdicchio, passerei ad un Rosso Piceno con la galantina e finirei con una Vernaccia o con un Moscato.

La sera del 31, Capodanno

Cosa fate il 31? Un cenone fuori in un ristorante chic? Un cenone casalingo riunendo amici e parenti? Un viaggio di pochi giorni in un posto lontano? Cenone e danze? Qualsiasi cosa facciate non dimenticate mai di essere belli come il sole, eleganti  e raffinati, pronti per divertirvi con coscienza e con un po’ di incoscienza. Con qualcosa di nuovo, qualcosa di rosso e con qualcosa di vecchio a cui siete affezionati.

Lenticchie e cotechino
Lenticchie e cotechino

Il menu può essere di qualsiasi genere. Che non manchino arance e mandarini.
Tassative sono le lenticchie. Con cotechino, costarelle e salsicce. Con gamberi rossi, tonno e spada. Con carote, cipolla, cavolo verde e cavolo bianco. Tassativa è l’uva da tavola. Lenticchie e uva si dice che portino soldi. Io mangio lenticchie anche due volte alla settimana durante l’anno e non mi sembra che…
Buon Natale e buon 2017!

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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